
Toni in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ si è soffermato sulla Juventus parlando dei singoli e non solo. Le sue dichiarazioni
Toni ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha espresso un’analisi schietta e approfondita sulle prospettive di Fiorentina e Juventus, soffermandosi in particolare sul rendimento degli attaccanti e sulle dinamiche che caratterizzano questa sfida. Prima di tutto si è soffermato sulla sfida fra Kolo Muani e Pellegrino: «Il gol è fiducia e tanto. Il francese quanto l’argentino hanno segnato nelle ultime uscite, magari si sono sbloccati e si ripetono anche al Franchi».
Poi aspetta una gara particolarmente tirata e ricca di tensione: «Tirata, anche un po’ tesa. La Juventus ha bisogno di trovare continuità, ma come sempre conta di più per la Fiorentina questa sfida. Ai giocatori, anche agli stranieri appena arrivati a Firenze, basta un giretto in centro per capirlo. Quando batti la Juve, ti regali qualche giorno di grande serenità».
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Toni ha poi espresso delusione per il percorso complessivo delle due formazioni: «Mi sarei aspettato di più da entrambe. Gli infortuni della Juventus, in particolare quelli di Yildiz, Thuram e Locatelli, hanno avuto il loro peso: anche l’Inter calerebbe senza tre titolari di quel calibro. Quello della Fiorentina è stato un cambiamento totale, sono arrivati anche dei bei talenti. Ma quando sei nelle zone pericolanti, il pallone scotta. Sono convinto che appena i viola si tireranno un po’ su, sbocceranno diversi di questi giocatori».
L’ex attaccante è ritornato poi a parlare del centravanti bianconero: «A me piace più Kolo Muani. Il francese non è un killer, ma è un signor attaccante: può giocare al centro o più largo, ma le sue reti le farà. Me ne aspetto una ventina. Pellegrino è generoso e forte di testa, però deve provare a inventarsi qualche gol in più. Così è un centravanti da 10-15 reti a campionato, ma evolvendosi può crescere. Woltemade? Io preferirei tutta la vita Scamacca. Quando sei la Juve, o prendi un super bomber o punti su un italiano. Visti i risultati, non credo che Scamacca farebbe peggio di Woltemade».
Toni ha ricordato l’importanza della qualità dei singoli nel confronto con la Juve del passato: «Io ho vissuto anche i primi mesi di Conte e sicuramente ha fatto la differenza con mentalità e idee. Però sono i giocatori a spostare gli equilibri. Massimo rispetto per tutti, però passare da Felipe Melo a Pirlo è un altro mondo. Andrea è il calcio e con lui nell’estate 2011 arriva anche Vidal alla Juve».
Un passaggio anche sulla panchina: «Spalletti è un allenatore esperto e vincente. Antonio riporterebbe il dna Juve, che adesso manca, ma faticherebbe anche lui a vincere con questi infortuni».
Toni ha concluso spiegando il significato profondo della mentalità vincente: «Vincere ad ogni costo. È lo stesso dna del Bayern. In una delle prime partite a Monaco, giochiamo benissimo ma pareggiamo. Al rientro negli spogliatoi, Oliver Kahn è furibondo e mi dice: “Al Bayern conta solo vincere i trofei, i pareggi sono sconfitte”».