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Torchia (ag. Rugani): «Sta tornando. Vlahovic? Ha valori da Juve» – ESCLUSIVA

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Davide Torchia, agente di Daniele Rugani, ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 del difensore della Juve e della squadra di Allegri

Davide Torchia, agente di Daniele Rugani, ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 del difensore della Juve che sta recuperando da un infortunio e di molti altri temi riguardo la squadra di Allegri.

Partiamo dal campo: quanto è stata importante la vittoria con l’Empoli per la Juve?

«E’ stata molto importante anche alla luce del fatto che il Milan ha fatto 2 punti nelle ultime 2, il Napoli stava perdendo e ha riacchiappato alla fine il Cagliari, l’Inter ha pareggiato col Genoa e perso col Sassuolo. Le primissime in classifica hanno difficoltà perché il girone di ritorno è più difficile, con tante squadre di fondo classifica si sono inquadrate meglio e hanno fatto innesti nel mercato. Alla luce di tutto questo, non è facile far dei punti e quindi non è così scontato che la Juve va ad Empoli e vince. Per questo vale molto la vittoria».

La vittoria nel segno della doppietta di Vlahovic: si aspettava un impatto così devastante da parte del serbo?

«Lui è molto bravo e può migliorare nel tempo. Alcuni miglioramenti si sono visti già da quando è arrivato ad ora. Dopo pochi minuti ha fatto gol alla prima in campionato, esordisce in Champions League e impiega addirittura pochi secondi a fare il primo gol e questo aiuta perché gli dà coraggio. E poi ha un grandissimo carattere e una grandissima personalità unite ad un’umiltà nel perseguire gli obiettivi. Con l’Empoli ha fatto due gol e nel recupero ha combattuto sull’ultima palla per prendere un fallo perché sapeva che sarebbe stato il fallo della fine della partita e ha esultato come se avesse fatto un altro gol. Ciò dimostra grandissimo carattere e voglia di fare le cose. Questo non è scontato, non tutti i giocatori hanno questa predisposizione. Lui è un grande campione con i valori dell’umiltà che si sposano pienamente con la Juve».

Che partita si aspetta con la Fiorentina a Firenze nell’andata delle semifinali di Coppa Italia?

«Sarà complicata e molto tirata, penso molto sui nervi soprattutto da parte della Fiorentina. La Juve è abituata a giocare determinate partite e non ha problemi a giocare contro tutti, venendo osteggiata dall’ambiente. La Fiorentina la caricherà in maniera incredibile. Vlahovic? Non credo che sia uno che si fa condizionare dai fattori esterni. Voglio ricordare che, in un periodo in cui si parlava del suo rinnovo e della sua possibile cessione, lui non ha mostrato alcun cedimento, si è allenato e ha giocato col massimo impegno senza dire una parola, arrivando alla fine della sua avventura. La Fiorentina, dalla sua cessione, ha avuto un vantaggio economico molto importante, nessuno ha rubato niente a nessuno».

Come vede il ritorno di Champions League contro il Villarreal dopo il pareggio in Spagna?

«Io non comprendo bene chi si meraviglia del fatto che il Villarreal giocasse bene e fosse un avversario ostico. Già nel campionato italiano si fa difficoltà a superare una squadra con molti meno punti, figuriamoci in una competizione internazionale contro un club che ha vinto l’Europa League dopo aver passato il girone di Champions. Già superarlo non è facile, basta vedere tante squadre più blasonate che sono andate a casa o fanno un’altra coppa. Il Villarreal è una squadra forte, ma la Juve dal punto di vista tecnico è un po’ meglio. Sappiamo però che il bello e il brutto della Champions League che con sfide di eliminazione diretta agli ottavi, ai quarti, alle semifinali fino alla finale secca tutto si deve incastrare bene. E’ un terno a lotto. Negli ultimi anni abbiamo visto che nessuno passa di sicuro e nessuno viene eliminato di sicuro».

Alla luce dei prossimi impegni, dove deve migliorare la squadra di Allegri?

«Non sono il tipo che va a cercare scusanti. E’ innegabile che avere 9 infortunati nella rosa di una squadra che potevano creare alternanza è un fattore. Se poi gli altri a disposizione non sono nel pieno della forma perché vengono da infortuni, l’usura della partita ogni tre giorni e la mancanza di rotazioni di qualità fanno sì che gioca è meno lucido e si tende a giocare più indietro che avanti. Sono tutte cose che incidono e vanno calcolate. Non è una scusante numerica, ma le assenze portano a far giocare di più certi giocatori, a non potergli dare il cambio e a far rientrare anticipatamente quelli che vengono da un infortunio. E’ tutto accelerato e la squadra ne risente. Non è che la Juve deve giocare meglio, ma che se prima aveva lucidità per 70-80 minuti, magari ne ha per 60 per questo motivo».

Uno di questi infortunati è il suo assistito Daniele Rugani: come sta?

«Il suo problema non era grave, però come ha giustamente detto mister Allegri è inutile stare a forzare i recuperi e poi rischiare di perdere un giocatore per 2-3 mesi. Ci vuole il tempo che ci vuole. Sta molto meglio, inizierà a fare gli allenamenti questa settimana ma non so quando rientrerà a disposizione. Penso sia questione di giorni, non di settimane».

Tra l’altro Rugani è stato uno dei migliori nel mese di gennaio quando ha trovato continuità di impiego e di rendimento. Quale contributo può dare alla Juve?

«Quando hai giocatori forti e pronti da inserire nel momento del bisogno e il livello tecnico non si abbassa, questa è la forza delle grandi squadre perché adesso servono tanti giocatori di qualità e quando non ce l’hai non puoi fare rotazioni. Per Daniele quello è stato un periodo ottimo che continua. L’infortunio purtroppo può capitare, ma tornerà presto».

Se la Juve recupera bene gli infortunati e le squadre avanti continuano a balbettare, può rientrare nella lotta scudetto o deve solo puntare al quarto posto?

«La penso come Allegri. Tutti si soffermano sul fatto che prima c’erano 12 punti di distanza e ora 7, ma non è solo questo. Fondamentalmente ci sono tre squadre che sonodavanti. Ogni tanto succede che una squadra può avere un tracollo e chi è attardato può recuperare. In questo caso tre squadre dovrebbero avere un tracollo e, per un mero calcolo di probabilità, è molto difficile. Senza considerare che la Juve dovrebbe vincerle tutte e vediamo che è difficile. Sono d’accordo con Allegri sul fatto che il discorso scudetto non deve distrarre i bianconeri dall’obiettivo principale che è quello di entrare in Champions. Non è un voler abbandonare il sogno, ma non si possono fare voli pindarici. Tre squadre stanno lottando e che tutte tre abbiano un down incredibile e l’up sia solo della Juve mi pare molto difficile».

La situazione del rinnovo di Dybala è centrale in questi giorni: che idea si è fatto?

«Io ho sempre detto che la Juve farà le sue valutazioni. Al di là di tutto è giusto che le società diano un proprio indirizzo economico e non vadano oltre quello. Il discorso che la Juve farà è se conviene di sforare un determinato tetto o rischiare che un giocatore vada via a zero. Tante volte si fanno le scelte più ragionevoli possibili che non per forza sono tutte giuste o tutte sbagliate. L’unica cosa che posso dire è quando le cose vanno troppo per lunghe, è più facile che non vadano perfettamente».

Per il futuro la Juve deve rinforzarsi a centrocampo dopo l’innesto di Zakaria?

«Prima di tutto mi dispiace che ha avuto un problema muscolare e spero che rientri presto. Per me è un grandissimo giocatore, era quello che mancava. Fa sempre le scelte giuste, recupera palloni, gioca in verticale, è il classico centrocampista che serve in una squadra. E’ un giocatore importante che va ad inserirsi con gli altri. C’è Locatelli, c’è Rabiot, c’è Arthur, c’è McKennie che si è fatto male. Stiamo parlando di futuro. Non so se poi ci sarà il ritorno di Ramsey e se poi sarà ceduto. Molto dipenderà dalle uscite, tanto per il centrocampo che per gli altri reparti. Il rientro di Fagioli? Loro vogliono creare un nuovo zoccolo duro con giocatori che facciano da transizione da quelli ‘anziani’ ai giovani. Non possiamo nemmeno pretendere che chi viene dall’Under 23 sia in pianta stabile in prima squadra. Negli ultimi 15 anni-16 anni solo Rugani, Marchisio, Giovinco e Kean stabilmente hanno fatto parte della prima squadra. Trovarne quattro in un anno non sarà così semplice. La Juve fa un livello internazionale alto, c’è una pretesa di determinati rendimenti».

Si ringrazia Davide Torchia per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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