Zauli: «Possiamo fare cose straordinarie. Spingo i ragazzi a voler sognare»

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© foto Zauli

Le dichiarazioni di Lamberto Zauli, allenatore della Juventus U23, alla vigilia della sfida contro il Renate capolista

Lamberto Zauli, allenatore della Juventus U23, è intervenuto ai microfoni di Juventus Tv, per parlare alla vigilia del match con il Renate. Ecco le sue dichiarazioni.

KO PONTEDERA – «Mi auguro che la squadra sia arrabbiata il giusto, secondo me la squadra ha raccolto meno nelle ultime due gare, ma se vogliamo fare un campionato di livello dobbiamo fare di più. Se gli avversari non sono stati migliori di te la sconfitta fa più male. Ci sono partite ravvicinate, abbiamo poco tempo per migliorare i difetti, li abbiamo analizzati e cerchiamo di correggerli nella testa dei giocatori. Nelle ultime due sconfitte che bruciano però abbiamo visto anche degli atteggiamenti positivi e dobbiamo continuare a lavorare. Domani sarà una gara importantissima perché affrontiamo la prima e perché noi abbiamo voglia di fare punti».

PROBLEMI NEL FINALE – «E’ difficile andare nel particolare, già da domani cerchiamo di modificare questa tendenza, concentrata e di qualità con la voglia di vincere per tutti e 90 i minuti».

RENATE – «Quando si gioca contro i migliori inconsciamente le attenzioni aumentano ma noi dobbiamo avere attenzione massima in tutte le gare. Io spingo i ragazzi a voler sognare, è una prerogativa che la squadra deve avere se vuole stare avanti».

DIANA – «Ho giocato alla Samp con lui, giocatore intelligente, ragazzo pacato, fa sempre piacere ritrovare dei vecchi compagni anche se non ci siamo mai sentiti in seguito. Gli faccio i complimenti per quello che sta creando».

BILANCIO 2020 – «E’ un anno vissuto alla Juve e sono orgoglioso, anche se è stata un’annata difficile. Con la Primavera c’è stato un anno in crescendo, peccato per la parentesi in Youth League che è stata sospesa e poi ripresa in quella maniera. Ora sono contento all’Under 23 e spero che il 2021 possa essere migliore».

ASPETTATIVE – «Io voglio vedere un gruppo che possa fare qualcosa di straordinario, ma non solo a parole. Questo si costruisce nella quotidianità e se la squadra cresce sotto questo punto di vista ci possiamo togliere delle soddisfazioni».

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