Bremer manterrà la fascia da capitano dopo lo sfogo post Lazio? La decisione di Spalletti
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Bremer manterrà la fascia da capitano dopo lo sfogo post Lazio? La decisione di Spalletti

La decisione di Spalletti: Bremer manterrà la fascia da capitano dopo lo sfogo post Lazio?

Le roventi dichiarazioni rilasciate da Gleison Bremer al termine della disfatta casalinga contro la Lazio hanno provocato un autentico terremoto mediatico nell’ambiente della Juventus: «Il mister dà indicazioni ma alla fine andiamo in campo noi. Io non posso prendere in braccio tutti. C’è chi ha più carattere e chi meno. C’è chi sente i fischi e magari ha paura». Considerazioni taglienti, poi rincarate con un velato riferimento ai compagni che nei momenti di crisi tendono a nascondersi, capaci di creare una pericolosa crepa nello spogliatoio. Tuttavia, il sincero pentimento del difensore brasiliano (che ha chiesto scusa alla squadra, alla dirigenza e al tecnico, accettando la multa societaria) ha sanato la frattura. Luciano Spalletti ha infatti blindato la questione gerarchie: la fascia di capitano non subirà alcun avvicendamento e resterà saldamente legata al braccio del classe 1997. A riportarlo è Tuttosport.

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Questa sera, nel terzo turno di Europa League contro il Rennes, Bremer sarà regolarmente al centro della retroguardia titolare affiancato da Federico Gatti a destra e Lloyd Kelly a sinistra, consentendo di rifiatare a uno stakanovista come Pierre Kalulu. Per il centrale verdeoro la riproposizione del 3-5-2 (o 3-4-1-2, a seconda della posizione occupata da Weston McKennie) è una vera e propria coccola tattica: nel terzetto arretrato il brasiliano esprime il massimo del suo potenziale al mondo, mentre nello schieramento a quattro ha mostrato disattenzioni imperdonabili contro Cagliari e Sassuolo. Al netto dei gol di testa realizzati contro Frosinone e Atalanta, la Signora ha urgente bisogno di ritrovare il suo insostituibile condottiero.

La foga di Bremer nasce anche dall’ossessione di riempire una bacheca ancora povera di trofei pesanti. Già nella passata stagione, alla vigilia del match col Milan, aveva alzato i toni con frasi perentorie: «La Juve sta galleggiando da sei anni e questo non può succedere. Qui mi trovo bene, ma è importante tornare a vincere. Ho 29 anni e non ho più tanto tempo, voglio vincere». Uno sfogo seguito però dalla clamorosa ingenuità su Bowie contro il Verona. Con lo spettro di chiudere la carriera senza grandi allori, l’Europa League diventa l’obiettivo prioritario: per Gleison non c’è più spazio per voltarsi indietro.

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