
Boulaye Dia ha parlato del momento della Juventus che affronterà oggi con il suo Rennes e del suo recente passato con la maglia della Lazio con Gattuso
In vista dell’imminente sfida di Europa League tra la Juventus e il Rennes, l’ex giocatore della Lazio Boulaye Dia ha rilasciato intervista a diretta.it. L’attaccante, trasferitosi in Francia, ha analizzato il momento del club bianconero respingendo le tesi sulle difficoltà: «Non so se si possa parlare di crisi. Quante volte hanno perso in questa stagione? Due? In questo caso non si può parlare di crisi. E poi hanno perso contro la Lazio, che resta una grande squadra. Se quel giorno hanno perso contro una squadra più forte, parlare di crisi… e poi non ci riguarda, è un problema loro».
QUI: ULTIMISSIME JUVE LIVE, TUTTE LE NOTIZIE DEL GIORNO
L’ex centravanti ha dedicato un pensiero alla sua precedente esperienza in biancoceleste. Il legame con l’ambiente della Lazio è solido, confermando un affetto sincero per gli ex compagni con i quali ha mantenuto rapporti personali: «Seguo sempre i loro risultati. Appena posso guardo le loro partite. Ho ancora degli ottimi amici lì, voglio bene a tutti e sono contento quando vincono. Non li sento tutti i giorni, ma di tanto in tanto sento qualcuno come Belahyane o Noslin».
Infine, il calciatore ha commentato l’ottimo rendimento stagionale della formazione biancoceleste sotto la guida di Gennaro Gattuso. I risultati positivi non lo hanno colto impreparato, sottolineando come il lavoro estivo abbia posto solide basi per il rilancio: «Nessuno se l’aspettava, ma noi sapevamo di cosa fosse capace la squadra. Quando è arrivato Gattuso con il suo staff e con lo spirito che lo contraddistingue, visto come era andata l’anno scorso non potevamo davvero fare di peggio, anche a livello mentale. È stato un rinnovamento. Vista la preparazione prestagionale che abbiamo fatto, sapevamo che saremmo cresciuti. Soprattutto dopo la sconfitta in Coppa Italia (0-2 contro il Mantova, ndr), che è servita da scossa. Per me non è una sorpresa: so cosa ha portato l’allenatore e come ho lasciato il gruppo».