
La Juventus sta pagando a caro prezzo l’infortunio di Locatelli. Ecco cosa è successo dopo l’infortunio del capitano bianconero
La Juventus odierna affronta una metamorfosi profonda, ben lontana da quella squadra che ha terminato il passato campionato tra i rammarichi. L’inizio di stagione si è trasformato in un percorso ad ostacoli a causa di una sequenza devastante di infortuni. Dopo lo stop del centrocampista francese Khephren Thuram e la frattura al piede del talento turco Kenan Yildiz, l’ennesima tegola che ha compromesso gli equilibri della rosa è stato l’infortunio del capitano. Locatelli rappresentava infatti l’architrave del progetto di Spalletti, il punto di riferimento attorno a cui il tecnico aveva plasmato la formazione sin dai suoi primi mesi alla Continassa.
Affidandogli le chiavi del centrocampo bianconero, l’allenatore era riuscito a valorizzarne le qualità geometriche e di lettura tattica. Rispetto ad alternative con caratteristiche differenti, come Douglas Luiz che predilige lo scarico orizzontale, la capacità di verticalizzare e cambiare gioco con lanci lunghi propria di Locatelli permetteva alla manovra di appoggiarsi con continuità sulle punte. La perdita del regista italiano ha privato la squadra della sua vera spina dorsale a centrocampo, riducendo la densità difensiva e la fluidità nella fase di transizione.
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Come ricordato dal Corriere dello Sport, nonostante in passato abbia ricevuto critiche, ogni tecnico sulla panchina bianconera e in Nazionale ne ha sempre riconosciuto il valore tattico e la disciplina. Sotto la guida di Spalletti, il mediano ha affinato la gestione del pallone, diventando un titolare inamovibile nella formazione iniziale. L’importanza della sua presenza è confermata dai numeri eccezionali di impiego: 38 presenze dal primo minuto su 41 gare complessive gestite dal tecnico toscano. L’unica sfida di rilievo saltata in Serie A per squalifica, contro la Roma, aveva già mostrato evidenti problemi di equilibrio difensivo in assenza del suo schermo protettivo.
Con lo stop forzato per la lesione al menisco, le prestazioni della squadra hanno subito un brusco rallentamento, collezionando punti preziosi a fatica. Sebbene l’assenza di un fantasista come Yildiz pesi sull’attacco, la rosa dispone di alternative sugli esterni; al contrario, il vuoto lasciato da Locatelli scopre una cronica emergenza in mediana. Senza Thuram e con interpreti ancora lontani dalla condizione ideale, Spalletti si ritrova a gestire un reparto con opzioni ridotte, costretto a ridisegnare l’assetto di una squadra che ha perso la sua certezza principale.