
Kolo Muani, ora la sveglia: Spalletti pretende di più e gli ha mandato questo messaggio verso il Lecce. Il francese deve svoltare
La sveglia per Randal Kolo Muani è suonata: dieci presenze rappresentano un campione sufficiente per tracciare un primo bilancio in maglia bianconera, finora certamente negativo. Inutile girarci intorno o aggrapparsi ai famosi 38 milioni di euro di parte fissa più 12 milioni di bonus: la questione economica è già stata archiviata, anche perché il mercato scandagliato da Carnevali, Massara e Ottolini non concedeva alternative migliori, con Dusan Vlahovic, il preferito di Lucio, volato al Besiktas. Il mondo Juve ricordava un calciatore brillante e se n’è ritrovato un altro a distanza di un anno, reduce dalle delusioni al Tottenham e scottato da una Premier League vissuta pensando a Torino. Alla Continassa il francese ha comunque trovato un contesto ideale: la fiducia cieca di Luciano Spalletti, l’affetto dello spogliatoio e l’assenza di concorrenza diretta, visto il lungo stop di Jeff Ekhator. Lo scrive Tuttosport.
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L‘equivoco tattico legato al fatto che non sia una prima punta pura non regge più. Spalletti ha cercato di agevolarlo affiancandogli a turno Nico Gonzalez e Nick Woltemade: cosa ha ottenuto? La crescita dell’argentino, ora fermo ai box per infortunio, e le incoraggianti risposte del gigante tedesco, prima oggetto misterioso. I compagni migliorano, Kolo Muani no: col Rennes troppe le scelte sbagliate nell’ultimo passaggio e la tendenza ad accartocciarsi palla al piede al momento di calciare. Errori che tolgono serenità e regalano fiducia alle ripartenze rivali, un difetto strutturale già costato caro in Europa e prima della disfatta con la Lazio.
Contro il Lecce le sorti dell’attacco juventino dipendono inevitabilmente dalla resa di Randal. Le dichiarazioni di Spalletti dopo la coppa hanno il sapore di un messaggio inequivocabile: «Quando ci capitano le occasioni bisogna andarsele a prendere. È questo che fa la differenza tra un giocatore forte e un campione, che anticipa tutto: contano gli occhi e la testa, poi la tecnica». I tre gol segnati finora contro Nec, Cagliari e Celta Vigo sono davvero poca roba rispetto alle tante possibilità avute. Spalletti guiderà il carro del suo attaccante fino all’ultimo giorno, ma il tempo stringe: al Via del Mare vietato scherzare col fuoco, la sveglia non si può più rimandare.