Cosa sta succedendo a Kerim Alajbegovic?
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Cosa sta succedendo a Kerim Alajbegovic?

Alajbegovic sta trovando poco spazio con la Juventus. Andiamo ad analizzare il motivo di queste difficoltà. L’analisi

Il percorso di crescita dei giovani talenti all’interno di un top club passa spesso attraverso passaggi complessi, fatti di grandi aspettative, panchine e minutaggi ridotti. È una situazione che descrive perfettamente il momento vissuto da Alajbegovic con la Juventus, chiamato a misurarsi con le rigide richieste del calcio italiano e con le scelte di Spalletti.

Dopo aver assaporato il campo dal 1′ minuto con la Lazio, il trequartista ha dovuto fare i conti con una gestione tecnica particolarmente prudente. La bocciatura arrivata con la sostituzione immediata all’intervallo ha segnato un punto di svolta nella percezione del suo impiego immediato. Da quel momento in poi, le sue apparizioni in campo si sono drasticamente ridotte, costringendolo a subire spezzoni di gara estremamente marginali.

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Spalletti ha infatti scelto di inserire Alajbegovic solamente nei minuti finali sia nella sfida europea contro il Rennes sia nell’impegno di campionato contro il Lecce. Un impiego così tardivo lascia chiaramente intendere quanto sia difficile, al momento, trovare uno spazio stabile nelle rotazioni principali, complice anche una concorrenza interna spietata e la necessità di blindare i risultati nei momenti caldi degli incontri.

Oltre alle logiche di minutaggio, a pesare sul rendimento e sulle prospettive del giocatore c’è un fattore squisitamente tattico. È evidente che anche per Alajbegovic il passaggio a un assetto prudente come il 5-3-2 non rappresenta l’ecosistema ideale per esaltare le sue qualità tecniche e la sua propensione offensiva tra le linee.

In un sistema di gioco che privilegia la densità difensiva, la copertura e la compattezza rispetto alla libertà inventiva sulla trequarti, profili di spiccata creatività rischiano inevitabilmente di rimanere imbrigliati. Per poter incidere e mostrare davvero il proprio valore, il talento bosniaco avrebbe bisogno di una squadra disposta a rischiare qualcosa in più nella metà campo avversaria, offrendogli quella centralità di manovra che in questo momento il modulo di Luciano Spalletti non sembra in grado di garantirgli con continuità.

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