
Boniek, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io lo Sport’, ha espresso i suoi dubbi sulla Juventus. Ecco cosa ha detto
Le recenti prestazioni della Juventus continuano a far discutere tifosi ed addetti ai lavori, sollecitando pareri illustri e analisi senza filtri. Tra le voci più critiche spicca senza dubbio quella di Zibi Boniek, da sempre abituato a dire ciò che pensa senza mezze misure. Commentando l’ultimo successo ottenuto sul campo del Lecce, l’ex attaccante ha subito smorzato i facili entusiasmi attorno all’ambiente torinese.
Per l’ex calciatore polacco, intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io lo Sport, la strada verso i vertici resta infatti complessa: «È una situazione abbastanza compromessa e difficile». Analizzando il livello complessivo della rosa, Boniek ha poi aggiunto: «Vedo e sento vari critici: chi è pro Conte, chi critica Spalletti… Io dico solo che, quando guardo la Juventus, non vedo una squadra di campioni, ma solo di buoni giocatori. E questo fa la differenza. Oggi è una squadra non in prima fila per lo scudetto, si vede anche da come soffre in Europa».
Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata
Nel corso del suo intervento radiofonico, l’ex calciatore polacco si è soffermato sul match di campionato: «Il primo gol arriva da un calcio di punizione, in modo un po’ casuale e con il portiere ingannato da McKennie. Non è che abbia stradominato: in passato aveva più qualità». Zibi Boniek ha poi riaperto la celebre polemica legata alla stima del club nei suoi confronti: «Però non vengo qui a criticare la mia ex squadra: senza criticarli, mi hanno dato e poi tolto la stella allo Stadium. Mi fermo qui».
Per capire l’origine di questo strappo bisogna ripercorrere la storia dell’impianto bianconero. Quando la società decise di celebrare i suoi 50 campioni più rappresentativi attraverso un sondaggio tra i tifosi, l’esterno offensivo fu inizialmente inserito nell’elenco degli assegnatari della stella nello stadio di Torino. Tuttavia, le sue posizioni critiche verso la gestione della Triade nel post-Calciopoli scatenarono la protesta di diversi gruppi organizzati.
Di fronte alle pressioni della piazza, la dirigenza guidata da Andrea Agnelli decise di congelare il riconoscimento e indire una nuova votazione popolare, che premiò Edgar Davids a scapito dell’ex numero 11. Un boccone amaro che l’ex attaccante della Juventus non ha mai davvero digerito: «L‘hanno data a uno che mi sembra che l’unica cosa che abbia fatto nella Juventus sia aver preso 6 mesi di squalifica per doping. Se l’Avvocato sapesse che Andrea mi ha tolto la stella…». A distanza di oltre tre lustri, le tensioni sul campo e le ferite del passato continuano a far discutere.