
Spogliatoio Juve, arrivano dei rumors inquietanti: allenamenti troppo teorici e sala massaggi sempre piena, a differenza della palestra
La decisione congiunta di società e staff tecnico di spedire la Juventus in ritiro blindato prima del fondamentale scontro diretto contro il Napoli accende violentemente i riflettori su uno dei nodi più critici della gestione di Luciano Spalletti: la qualità del lavoro quotidiano alla Continassa. All’interno dello spogliatoio bianconero filtrano perplessità e crescenti malumori per l’evidente sproporzione tra la teoria e la pratica. Nelle sedute settimanali si parla davvero troppo e ci si allena poco sul serio: l’allenatore spiega e analizza minuziosamente ogni singolo schema o palla inattiva mentre i calciatori restano a lungo fermi ad ascoltare, con il chiaro risultato che l’intensità e la resistenza fisica sul terreno di gioco finiscono per latitare. I titolari vanno costantemente in riserva d’energia dopo appena un tempo, mentre chi subentra o le seconde linee – dai vari Kelly e Gatti fino a Cambiaso e Alajbegovic – appaiono spaesati, stanchi e palesemente a corto di fiato ogni volta che vengono rispolverati. A scriverlo è La Stampa.
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Se in conferenza stampa Spalletti ha ammesso le proprie oggettive difficoltà nel gestire il gruppo («Io questi ragazzi non riesco ad allenarli, non c’è mai tempo»), il serrato calendario stagionale non può rappresentare una giustificazione plausibile. Sebbene gli impegni ravvicinati di Europa League scanditi dal ciclo domenica-giovedì complichino la programmazione dei carichi di lavoro, la sensazione diffusa è che la condizione atletica venga ricercata esclusivamente durante i novanta minuti dei match ufficiali. In questo modo, le riserve finiscono inevitabilmente per lavorare poco o niente, pagando dazio ogni volta che vengono chiamate in causa.
A rendere il clima ancora più pesante si aggiungono le rivelazioni di Tuttosport, che svelano un gruppo spaccato tra chi si sente poco allenato e chi osserva con fastidio l’indolenza di una minoranza di compagni. L’immagine interna è emblematica: una sala massaggi perennemente affollata in overbooking a fronte di una sala pesi con numerosi spazi liberi e poco frequentata. Il blitz dell’ad Giovanni Carnevali, avallato da John Elkann, intende spazzare via ogni leggerezza:prima ancora degli schemi tattici, la Juventus deve ricostruire una vera cultura del sacrificio, perché, come sottolineato nell’ambiente, anche lo spirito e l’orgoglio si devono allenare quotidianamente.