Guerrero in conferenza: «Siamo feriti, la sconfitta con la Roma ci ha fatto male. Processo non è una parolaccia, anche se so che non avremo 10 anni»
Hanno Detto

Guerrero in conferenza: «Siamo feriti, la sconfitta con la Roma ci ha fatto male. Processo non è una parolaccia, anche se so che non avremo 10 anni»

Isaac Guerrero, tecnico della Juventus Women, ha parlato in conferenza alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Austria Vienna

Isaac Guerrero, tecnico della Juventus Women, ha parlato alla vigilia della sfida di Women’s Champions League contro l’Austria Vienna.

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AUSTRIA VIENNA – «Ci aspettiamo una squadra che pressa forte a uomo, molto energica. Metteranno in campo un’intensità importante e ci metteranno alla prova. Hanno fatto bene le due partite in Champions e si meritano di essere in questo torneo. Sono molto fisiche, dirette e hanno rimo. Sarà una bella sfida per noi».

FARE RESET – «È un piacere giocare la Champions, ci aiuta avere questa sfida molto presto dopo la sconfitta con la Roma. Abbiamo la squadra molto consapevole della responsabilità e dell’opportunità che abbiamo. Dobbiamo fare uno switch veloce. Vedo le ragazze cariche e determinate a girare questa situazione tutti insieme. Preferisco sempre giocare la Champions dopo l’ultimo weekend che far passare i giorni e giocare una partita di livello più basso».

COME STA LA SQUADRA – «Siamo feriti, ci ha fatto male quella sconfitta. Dobbiamo fare autocritica, in questi giorni parlavo con le ragazze: dobbiamo migliorare alcune cose. Ma se guardate i dati delle ultime partite vedrete i dati e i numeri dei tiri, gli xG. Vedrete che sono partite che non sono state giuste con noi. Ma il calcio non capisce le statistiche. Ma questo non toglie il primo punto. Condividiamo con le ragazze il nostro processo. Ad alti livelli può sembrare una parolaccia ma io ci credo. Ho iniziato qui condividendo la nostra proposta di identità ben precisa con questo gruppo fantastico, con tante ragazze nuove. Hanno tutte un presente e un futuro brillante, anche quelle che si approcciano ora al calcio d’élite. Ma ci sono tante giocatrici che devono accumulare partite di alto livello, soprattuto con la maglia della Juve. Noi vogliamo essere offensivi, proattivi, propositivi. Il giorno che abbiamo sfidato il Como Women in amichevole la squadra ha iniziato a fare delle cose: una costruzione dal basso bella ma non riuscivamo a sorpassare la metà campo. Poi c’è stata una fase in cui vincevamo le partite 1-0 e così via. Tutto questo è un processo e volte quando provi ad accelerare il processo scavalchi qualche aspetto e io ne sono responsabile. Abbiamo provato ad essere più ambiziosi con la palla e più offensivi. Forse dovevamo stabilizzarci prima un po’. Abbiamo bruciato delle tappe e a volte bisogna tornare un po’ indietro. Magari qualche volta non dovremo calciare 50 volte in porta per vincere o fare gol. Questa è la stessa squadra di 20 giorni fa che ha cominciato la stagione in maniera meravigliosa. Siamo quelle che si sono qualificate alla Champions e hanno vinto la Women’s Cup. Una squadra appena formata è stata in grado di vincere e competere per entrambi gli obiettivi. Ora dobbiamo fare un buon campionato in Serie A e in Champions. È vero che la Serie A non è cominciata bene. Ora ci rimettiamo al lavoro perché siamo ferite».


CALO FISIOLOGICO PER AVER INIZIATO PRIMA LA STAGIONE? – «Non penso sia quello. È un discorso più emozionale, il calcio è imprevedibile e non ti aspetta. All’inizio arrivavano tutti i risultati ed è tutto fantastico, poi perdi due partite di fila. Sono momenti della stagione, so come funziona lo sport di alto livello e che non sono in un settore giovanile con 10 anni di tempo. Io sono responsabile del problema o delle situazioni che dobbiamo superare. È giusto così. Continuo a pensare che le ragazze abbiano il talento giusto per fare questo, lo hanno dimostrato. Fisicamente le vedo bene, bisogna fare lo switch. Vinciamo e ritroviamo il nostro gioco».

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