
«L’unico modo che ha la Juventus per tornare agli antichi fasti è affidarsi di nuovo ad Andrea Agnelli»: Cassano indicala strada ai bianconeri
Il momento di profonda crisi attraversato dalla Juventus, scivolata all’ottavo posto dopo la clamorosa caduta di Marassi contro il Genoa, continua a scatenare reazioni durissime nel dibattito calcistico nazionale. Nel mirino della critica è finito non soltanto l’operato tecnico e tattico di Luciano Spalletti, ma la gestione complessiva dell’era post-rivoluzione. A intervenire a gamba tesa sulle frequenze di Viva El Futbol è stato Antonio Cassano, che ha tracciato una diagnosi drastica per invertire la rotta, invocando a sorpresa il clamoroso ritorno di Andrea Agnelli alla guida della società di fronte all’azionista di maggioranza John Elkann:
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«Io sono convinto che se la Juve vuole tornare ai fasti di una volta, deve riprendere in mano la situazione Andrea Agnelli. Luciano deve fare di più, da lui mi aspetto di più, perché non posso pensare che il Frosinone stia facendo meglio della Juve. Il Frosinone, con 1,50€, ha un’idea, un’identità e Spalletti doveva e deve fare di più. Ragazzi, la Juve, fateci caso, da quando è andato via Andrea Agnelli, è venuto fuori un disastro uno peggio dell’altro. Io sono convinto che se la Juve vuole tornare ai fasti di una volta, deve riprendere in mano la situazione Andrea Agnelli. Perché lui, oltre alla competenza, emanava passione. Andrea Agnelli, quando aveva preso in mano la situazione, la Juve, mi ricordo, fatturava meno di 200 milioni. Quando lui è arrivato all’ultimo, fatturava 550 milioni, hanno vinto 9 campionati consecutivi,spendeva i soldi. Quando parlava, parlava per la famiglia, per la famiglia Juve, parlava di Juve per l’amore che lui ha. Io sono convinto che se John Elkann fa questa scelta e riprende Andrea Agnelli a fare il presidente della Juve, lui sa come toccare dei tasti e come toccare soprattutto il cuore dei giocatori. Però è una persona che quando poi entrava nello spogliatoio e parlava, veniva ascoltato e allo stesso tempo la gente aveva anche timore. Perché parlava Agnelli, parlava la Juve».
L’affondo di Cassano sposta così l’attenzione dalle responsabilità del campo ai massimi vertici della governance societaria, ricordando l’epoca trionfale dei nove scudetti consecutivi per scuotere un ambiente apparso ormai privo di identità.