
Milik torna in gruppo, il polacco ha recuperato dall’ultimo infortunio: perché Spalletti non può convocarlo col Napoli
Sessantuno giorni di forzata attesa sono un’eternità, ma il lungo calvario di Jeff Ekhator è finalmente giunto al capolinea.Dal 30 agosto al 30 ottobre, il giovane attaccante diciannovenne ha dovuto fare i conti con una complessa lesione di medio grado del muscolo semitendinoso della coscia destra, che lo ha costretto a saltare ben dieci partite consecutive nella lista degli indisponibili. Ieri il centravanti è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo e – salvo colpi di scena della vigilia – figurerà nell’elenco dei convocati di Luciano Spalletti per la delicatissima sfida casalinga contro il Napoli.Una boccata d’ossigeno preziosissima per il reparto avanzato bianconero, che ritrova l’unico centravanti puro dell’intero organico.
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A differenza degli altri sei compagni ancora fermi ai box, che faranno rientro alle rispettive abitazioni dopo aver condiviso la prima notte di clausura nelle stanze del J Hotel (sarebbero sette considerando Kamil Grabara, attualmente in Polonia per la riabilitazione), Ekhator non lascerà la Continassa. Il ragazzo rimarrà blindato in ritiro assieme al tecnico e al resto della rosa abile e arruolabile, con l’obiettivo primario di rinsaldare lo spirito di squadra in un momento assai complicato e preparare al meglio il posticipo domenicale delle 20.45 all’Allianz Stadium.
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La sfida contro i partenopei assume i contorni di un vero e proprio confronto tra «big deluse», entrambe chiamate a cancellare le recenti prove deludenti e a risalire una graduatoria deficitaria. Oltre a Ekhator, la seduta ha registrato anche il rientro in gruppo di Arkadiusz Milik, la cui presenza resterà tuttavia solo simbolica: il polacco non potrà essere utilizzato all’Allianz Stadium poiché escluso dalla lista dei calciatori schierabili in Serie A. Per Spalletti, la disponibilità del giovane attaccante rappresenta l’unica vera freccia inedita da poter gettare nella mischia a gara in corso per scuotere il reparto offensivo e scacciare i fantasmi della crisi. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.