
«Kolo Muani sta facendo fatica nella Juve per questo motivo. Tudor avrebbe meritato una seconda possibilità»: intervista ad Amoruso
Nicola Amoruso, ex attaccante della Juventus, è stato intervistato da Tuttosport.
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CHI STA MEGLIO – ««Le ultime prestazioni ci dicono che il Napoli si sta ritrovando, mentre per la Juve, che vive un momento difficile, sarà una gara complicata».
JUVE IN RITIRO – «Tempo fa aveva un significato, perché permetteva ai giocatori di stare insieme, cenare, confrontarsi anche dopo gli allenamenti e affrontare eventuali problematiche. Bisogna trovare altre soluzioni. Il problema della Juventus, in questo momento, è soprattutto caratteriale e di compattezza. In alcune dichiarazioni, come quelle di Bremer, ho percepito una squadra un po’ scollata: i panni sporchi si lavano in famiglia, questa è sempre stata una delle grandi forze della Juventus».
ANDREA AGNELLI – «Andrea Agnelli era uno di noi, frequentava lo spogliatoio, viveva le partite insieme a noi e conosceva perfettamente le dinamiche del gruppo. Sapeva come ragionavano i calciatori e gli allenatori, perché aveva vissuto quell’ambiente per tanti anni. Al di là di tutto, non ho alcun dubbio anche sull’amore di John Elkann per la Juventus. Il suo legame di sangue con questi colori è indiscutibile».
SPALLETTI – «Le responsabilità vanno divise tra allenatore e giocatori, non vedo un unico capro espiatorio. Credo che tecnici bravi come Spalletti ce ne siano pochi in giro. Quando è arrivato, ha cambiato il volto della Juventus, sul piano del gioco e della mentalità. Dopo aver mancato l’obiettivo Champions abbiamo visto una squadra diversa, sfiduciata».
ESONERO – «Carnevali e Massara sono persone preparate, con grande esperienza, quindi sono convinto che qualsiasi decisione prenderanno sarà quella giusta».
CONTE – «Antonio non ha mai nascosto il suo amore per la Juventus, ha guidato la sua rinascita e sa cosa significa lavorare in questo ambiente. Mi auguro però che Spalletti riesca a trovare la chiave giusta per dare una scossa a questa squadra».
QUALE ALLENATORE DELLA JUVE MERITAVA UN’ALTRA POSSIBILITA’? – «Tudor. Avrei voluto vedere fin dove sarebbe potuto arrivare, se avesse avuto la possibilità di portare avanti il proprio percorso con maggiore continuità e stabilità».
VECCHIA JUVE – «Quando giocavo io c’erano Peruzzi, Di Livio, Ferrara, Pessotto e Torricelli. Di recente i punti di riferimento sono stati Bonucci, Chiellini, Buffon. Oggi manca una spina dorsale, in un club come la Juve sono proprio i tuoi compagni a farti capire che cosa significhi indossare questa maglia e sentirsi parte della sua storia».
KOLO MUANI – «Kolo Muani non è una prima punta, ma bisogna metterlo nelle condizioni di rendere. I centrocampisti devono verticalizzare, cosa che ho visto raramente, e gli esterni devono saltare l’uomo. Lo abbiamo visto anche contro il Lecce: quando la squadra ha iniziato a cercare maggiormente la profondità, si è intravisto qualcosa di diverso».