
Crollo vistoso nella fase conclusiva del match di ieri per la Juve, è un campanello d’allarme da non sottovalutare: cosa c’è dietro questo calo evidente
La Juventus ha mostrato due volti completamente opposti durante la recente sfida europea contro l’AZ Alkmaar. Per circa 70 minuti, la squadra guidata da Luciano Spalletti ha messo in mostra sul campo un’ottima organizzazione tattica, creando diverse occasioni e dettando i ritmi della manovra. La circolazione del pallone è stata fluida e veloce, confermando le indicazioni positive già intraviste nella precedente gara contro il Napoli. Tuttavia, la parte finale del match ha evidenziato un crollo vistoso e inaspettato con il club bianconero che ha perso lucidità, brillantezza e controllo del gioco, lasciando ampi spazi alle iniziative avversarie. Questo netto calo di tensione rappresenta un campanello d’allarme impossibile da ignorare in vista delle prossime sfide.
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Il dato più preoccupante di questa flessione riguarda l’incognita tra la tenuta atletica e la componente mentale. Quando l’intensità generale diminuisce, la rosa tende inevitabilmente ad allungarsi, smarrendo le distanze corrette e la precisione nei passaggi. Sembra mancare l’energia vitale per mantenere saldamente le redini dell’incontro una volta esaurito lo slancio iniziale. Se il problema risiede in un deficit fisico dovuto ai troppi impegni ravvicinati, bisognerà migliorare la gestione delle energie e ponderare meglio le rotazioni degli undici elementi titolari, ma c’è l’attenuante degli infortuni che stanno limitando il tecnico bianconero nel turnover. Qualora si trattasse di un blackout di concentrazione, lo staff tecnico sarà chiamato a un profondo lavoro psicologico.
Le risposte a questi interrogativi dovranno arrivare immediatamente, considerando l’imminente e delicatissima trasferta contro la Fiorentina. Nel catino del Franchi, non basteranno assolutamente 70 minuti di bel gioco per strappare un risultato positivo. I padroni di casa cercheranno di impostare il confronto agonistico su grande aggressività e asfissianti duelli individuali. Per non soccombere, servirà un organico capace di mantenere altissima l’attenzione per l’intera durata dei 90 minuti. La corretta gestione post-coppa sarà uno snodo fondamentale per allontanare definitivamente il periodo di crisi e per arrivare alla sosta delle Nazionali con maggiore serenità e fiducia.