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Alex Sandro ora è un caso: costa Supercoppa e 5,5 milioni all’anno

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Alex Sandro ora è un caso: costa Supercoppa e 5,5 milioni all’anno. Involuzione spaventosa, svarione imperdonabile

Puntare il dito dopo una sconfitta beffarda è troppo facile. Ma l’abbraccio di Chiellini dopo il clamoroso errore (leggerezza o mancanza di lucidità?) che costa alla Juventus la Supercoppa colpevolizza Alex Sandro più di un indice accusatorio. Resta il compatimento di fronte all’involuzione inesorabile: leggasi crisi più che “momento no”. Vien da pensare che le prestazioni svagate del brasiliano (c’è chi le considera tali da un paio di anni a questa parte) siano ormai un punto di non ritorno verso qualcosa che l’ex Porto è stato ma evidentemente non è più.

Giustificare un errore del genere è complicato, lo è ancora di più perché partorito da un calciatore che tra due settimane compirà 31 anni: uno di quelli che secondo le norme di Allegri dovrebbe avere l’esperienza e la personalità per giocare, determinare certe partite. E non in negativo. «Alex Sandro è tornato sui suoi livelli, nonostante l’ingenuità finale», dice il tecnico presumibilmente per non mortificare e debilitare un giocatore disperso e uscito sconfitto dal duello con Dumfries. Se Pellegrini fosse stato al meglio della condizione forse la scelta sarebbe stata diversa, forse no: la sensazione è che col rientro di Danilo il numero 12 sia destinato a retrocedere ulteriormente nelle gerarchie del pacchetto arretrato.

Alex Sandro è un caso anche e soprattutto a cospetto di un ingaggio da 5,5 milioni a stagione che lo rende il settimo giocatore più pagato della rosa. Una cifra, anche in tempi non pandemici, totalmente sproporzionata al rendimento offerto in campo dall’ex Porto. Il contratto che lo lega alla Juventus scade nell’estate 2023: questa notte molti tifosi lo straccerebbero all’istante. La Juve è chiamata a valutazioni definitive, non per puntare il dito ma per guardare in faccia la realtà.