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Allegri Lippi e la Juve, ritorni differenti: Zidane e CR7, Buffon e Donnarumma

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Il ritorno di Max Allegri sulla panchina della Juventus ha fatto scattare in tanti la vena nostalgica di Lippi: le differenze sono tante

Venti anni fa (mese più mese meno) si consumava il ritorno di Marcelo Lippi sulla panchina della Juventus: dopo l’addio dimissionario in seguito della sconfitta di Parma, arrivò un giovane Carlo Ancelotti. Due anni e nessun trofeo in bacheca fecero scattare la naturale attrazione tra il tecnico viareggino e la Juventus e nel giugno 2001 Lippi si presentò ai giornalisti come nuovo allenatore della Juventus. In molti hanno fatto riferimento al ritorno di Lippi in panchina dopo il secondo avvento di Allegri. Il tecnico livornese torna in un momento diverso ma nemmeno tanto alla Continassa: due tecnici non proprio amati (Sarri quasi per nulla ma col tricolore sul petto) e l’immediato obiettivo di riportare la Juventus in vetta. Ma l’accostamento dei due ritorni ha fatto immediatamente i conti con la dura realtà dei risultati e del mercato: nel dettaglio le differenze e alcuni punti in comune tra il secondo Lippi e l’Allegri bis.

Il calciomercato: via Zidane e CR7, arriva Buffon ma non Donnarumma

Il calciomercato della Juventus nell’estate 2001 si aprì con il botto. Via Zinedine Zidane ceduto al Real Madrid per 150 miliardi di lire, cifra record battuta poi da Cristiano Ronaldo dallo United ai Blancos e poi diventata normale. In quella stessa estate la Juventus cedette Filippo Inzaghi al Milan (70 miliardi) e Van der Saar al Fulham (7 miliardi). Marcello Lippi però gettò le basi per una Juve vincente: arrivarono Gigi Buffon (105 miliardi dal Parma), Lilian Thuram (70 miliardi sempre ai ducali), Pavel Nedved e Marcelo Salas (70 e 25 miliardi alla Lazio) e Zenoni (30 miliardi al Milan nell’affare Inzaghi). La Juventus, insospettabilmente, uscì rafforzata migliorando alcuni punti deboli con investimenti faraonici ma oculati: a fine mercato il “rosso” era di 73 miliardi di euro, cifra accettabile in quegli anni.

Da Buffon a Buffon: il 2021 è anche l’anno dell’addio di Buffon alla Juve (il secondo, sembra definitivo). Massimiliano Allegri ha perso anche Cristiano Ronaldo, scappato al Manchester United lasciando ai bianconeri anche una minusvalenza da 14 milioni di euro. Il mercato in uscita ha visto anche Demiral (prestito) e Romero (definitivo) salutare la Continassa. In bianconero sono arrivati Kaio Jorge, Locatelli e Kean, con il riscatto di McKennie e il giovane Ihattaren, girato alla Sampdoria. Tra acquisti e cessioni, la Juventus fa registrare un passivo risibile per quelle che sono le cifre del mercato: 0,5 milioni di euro. Il grande rimpianto resta però soltanto uno: Gianluigi Donnarumma, accasatosi al PSG. L’arrivo del portiere campione d’Europa avrebbe ricalcato quello di Buffon nel 2001 e sarebbe stato iconico nell’anno dell’addio alla Juve del portiere di Carrara.

Tra campo e società: avvio super e partenza sciagurata, obiettivi differenti

La partenza della seconda Juventus di Marcello Lippi fu super. Prendendo in esame le prime due gare, la Juventus vinse in casa per 4-0 contro il Venezia (doppiette di Del Piero e Trezeguet) e 0-2 contro l’Atalanta, con la coppia ancora in gol. La seconda Juve di Lippi doveva tornare alla vittoria e anche se lo fece nel modo più rocambolesco possibile (dice qualcosa il 5 maggio?) il tecnico viareggino portò a termine il suo compito. Avvio dunque diametralmente opposto a quello dell’Allegri bis: un solo punto in due gare che dovevano portarne sei. Il pareggio con rimonta subita a Udine (con Szczesny protagonista in negativo) e la sconfitta interna contro l’Empoli, con gol del numero 7 Mancuso, hanno fatto riaffiorare un po’ di dubbi in casa Juve, lato tifosi.

Gli eventi, dopo l’addio di Ronaldo fulmineo ma non sorprendente, non mettono la Juventus immediatamente favorita per lo Scudetto. In molti sostengono che i bianconeri siano da piazzamento Champions. Quello che è certo è che vista l’età dei nuovi arrivati (Locatelli 1998, Kean 2000, Kaio Jorge 2002) l’idea sembra quella di ripartire cercando di fondare il nuovo corso sulla sostenibilità economica data anche da un mercato diverso rispetto a quello degli ultimi anni con arrivi multimilionari, parametri zero non proprio tali e commissioni. L’Allegri bis, in definitiva, non viene a coincidere con il ritorno di Lippi in pompa magna: ora sta al tecnico livornese, alla società e alla squadra, porre le basi per un nuovo ciclo vincente e sostenibile dato che la situazione lo impone.