Amauri: «L’addio alla Juve? A mandarmi via fu la dirigenza»

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L’ex giocatore Amauri racconta il suo addio alla Juve. La rivelazione dell’ex bianconero, che dichiara: «A mandarmi via fu la dirigenza»

A Calcio 2000, Amauri racconta il suo addio alla Juve, rivelando che a mandarlo via fu la dirigenza.

PRIMO ADDIO JUVE «Ma alla fine però sono andato via anche io. Io lo dico umilmente: non c’era confronto tra me e Trezeguet, lui è stato lo straniero più prolifico a livello realizzativo con la maglia della Juventus. Però tornando al mio addio, non fu facile lasciare la maglia bianconera. Per nulla. A gennaio, infatti, decisi veramente all’ultimo momento di andare al Parma».

ADDIO DEFINITIVO JUVE«La seconda volta fu veramente difficile. Perché a Parma mi comportai bene, i miei gol contribuirono alla salvezza di una squadra che sembrava spacciata. Mi convinsi a tornare alla Juventus per ritrovare il mio posto, ma l’ambiente fu ancor più furente nei miei confronti. Non capivo il perché. Eppure, non parlai mai male della Juve. Mai. Ebbi una chiacchierata con mister Conte che si era appena insediato in panchina, molto onestamente mi disse che non mi avrebbe garantito il posto da titolare ma considerava importanti le mie qualità. Il suo pensiero però non coincise con quello della società, che fece di tutto per mandarmi via. Dissero un sacco di falsità, come quella che rifiutai tante squadre. Non è vero. L’unica a cui dissi di no fu il Marsiglia di Deschamps, a lui risposi che non me la sentivo di lasciare l’Italia perché mia moglie era incinta. E questo lo pagai caro, non a livello economico bensì a livello sportivo perché non ebbi nessuna occasione di giocare. Passai sei mesi ad allenarmi convinto che magari sarei potuto rientrare in squadra, questo però non avvenne mai. Smentisco categoricamente chi disse che a farmi fuori fu Antonio Conte. No. A mandarmi via fu la dirigenza della Juventus».