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Analisi tattica Atalanta-Juve: Bentancur è un martello in mezzo al campo

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Analisi tattica Atalanta Juve: la finale di Coppa Italia del Mapei Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Gian Piero Gasperini e Andrea Pirlo

Le difficoltà del primo tempo

Più che dal punto di vista tattico, la Juventus è riuscita a prevalere dal punto di vista atletico e agonistico contro l’Atalanta. Pochi ci avrebbero scommesso non solo alla vigilia, ma anche al termine della prima frazione. I primi 45′ ci avevano infatti consegnato la Juve che un po’ tutti si aspettavano: una squadra in grande difficoltà e con poche certezze tecniche, incapace di risalire e di guadagnare metri. Come al solito, i bianconeri si erano schiacciati parecchio, con la Dea che gestiva senza grossi patemi il possesso. Per ribaltare l’azione, la Juve cercava di lanciare lungo, perdendo però palla 9 volte su 10 contro un’Atalanta molto più aggressiva nei duelli. I bianconeri faticavano a stanziarsi nella trequarti avversaria, c’erano poche soluzioni offensive. Mancava poi una vera prima punta in grado di tenere palla.

Cosa cambia nella ripresa

Proprio per questo, è notevole osservare come il match sia cambiato drasticamente nella ripresa. La manovra offensiva è diventata di certo più fluida, con un ottimo movimento da parte di tutti i giocatori. Kulusevski svariava su tutto il fronte offensivo, Ronaldo lavorava bene spalle alla porta e Chiesa attaccava bene gli spazi. Ciò è stato possibile soprattutto perché la Juve ha iniziato ad alzare drasticamente l’altezza del baricentro: l’Atalanta faticava sempre di più a ripartire. Quando gli orobici recuperavano il possesso, la Juventus riusciva a recuperare velocemente il pallone. Nella ripresa, i bianconeri hanno infatti iniziato a vincere sistematicamente i duelli e le seconde palle, a differenza di ciò che avveniva nella prima frazione.

Dopo la sofferenza dei primi 45′, De Ligt ha iniziato ad anticipare costantemente un Zapata che nel secondo tempo è stato sovrastato. Anche Chiellini ha accorciato con aggressività in avanti, consentendo ai bianconeri di difendere in zone avanzate del campo. L’Atalanta faticava a consolidare il possesso nella metà campo rivale.

Da segnalare anche la prova di un Bentancur intenso come forse mai in stagione: nel primo tempo, ha ben coperto il centro preoccupandosi di schermare le soluzioni di passaggio verso Pessina. Nella ripresa, ha invece dato molta efficacia alla riconquista bianconera, aggredendo con efficacia. 4 intercetti e 4 contrasti vinti per l’uruguagio, record del match.

L’Atalanta, cosa più unica che rara, è parsa soffrire dannatamente l’aggressività rivale. Basti pensare al confuso assalto dell’ultimo quarto d’ora, con palloni alti e tanto disordine sul terreno di gioco. La Juve non ha avuto problemi a difendersi e a trovare spazi per ripartire. Anche con il passaggio alla difesa a 5, i bianconeri sono riusciti a mantenere alta l’aggressività.

Insomma, la Juve ha battuto l’Atalanta sulle sue stesse armi, tenendo botta dal punto di vista atletico. Ciò ha consentito di alzare l’ennesimo trofeo anche in una stagione complicatissima.