Analisi tattica Bologna-Juve: Dybala e Bernardeschi danno fluidità a destra

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Analisi tattica Bologna-Juve: la partita del Dall’Ara analizzata nei dettagli. Le mosse di Maurizio Sarri e Sinisa Mihajlovic

(Di Jacopo Azzolini) Allo stadio Dall’Ara si affrontano JuventusBologna, ventisettesima giornata di campionato. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

L’attenzione di Cuadrado e De Sciglio

Oggi, per la Juve è più facile affrontare un avversario come il Bologna rispetto a Milan e Napoli. Non solo per il livello tecnico, bensì per il diverso approccio tattico. Nelle gare precedenti, i bianconeri si erano trovati di fronte rivali rinunciatari che si barricavano nella propria trequarti, blindando il centro e chiudendo ogni spazio. Al contrario, i felsinei – come loro solito – hanno adottato un presssing molto più aggressivo e ambizioso, che però ha finito con il generare più spazi per la Juve.

Nel corso del match, i bianconeri non sono riusciti ad aggredire molto in avanti gli avversari, con anzi il Bologna che ha consolidato il possesso con relativa facilità. Lo stesso Sarri si è spesso lamentato dell’eccessiva distanza tra Dybala, Ronaldo e la mediana, con la squadra spesso lunga. La Juve ha però saputo tenere botta difendendosi anche con un baricentro più basso (senza palla ci si disegnava col 4-4-2). Va segnalata l’attenzione mantenuta da De Sciglio e Cuadrado (4 intercetti e 3 tackle per il colombiano), che se la sono cavata bene quando puntati dall’avversario, anche perché i raddoppi erano solitamente puntuali.

Dybala e Bernardeschi sono fondamentali

L’aspetto forse più negativo del match del Dall’Ara consiste nella prestazione dei tre centrocampisti, che hanno sofferto molto la pressione degli interni avversari. In particolare, Soriano era piuttosto costante nel marcare a uomo Pjanic, quasi mai nel vivo del gioco. A causa dell’aggressività senza palla del centrocampo avversario, raramente la Juve è riuscita a uscire dal basso per vie interne, visto che mancavano le soluzioni di passaggio e ci si smarcava male. Anzi, si sono persi diversi palloni sanguinosi in mezzo. Di conseguenza, i bianconeri hanno utilizzato molto le catene laterali.

Gol a parte, Dybala è stato determinante nel far progredire l’azione della Juve. Se Bernardeschi partiva da una posizione defilata a destra, la Joya godeva di tantissima libertà tattica, lo si trovava su tutto il fronte. In diverse situazioni, Dybala arretrava molto la propria posizione, defilandosi a destra addirittura qualche metro prima di Bernardeschi. Questo movimento ha messo spesso in crisi le marcature rivali, con fraseggi di qualità tra i due che hanno consentito di superare la pressione felsinea. Le loro combinazioni a pochi tocchi hanno creato numerosi spazi e occasioni, col gol come giusto premio. Anche nella ripresa l’incessante movimento di Dybala ha consentito di trovare l’uomo dietro la linea di pressione.

De Ligt e Bonucci le prendono tutte

Con la Juve che faticava a servire in modo pulito i propri centrocampisti, Bonucci e De Ligt hanno avuto un grande peso nella prima impostazione. Hanno toccato molti palloni (soprattutto il primo), e proprio da una verticalizzazione dell’olandese per Bernardeschi è nata la rete di Dybala. In quel frangente, così come in tante altre situazioni, De Ligt ha avanzato parecchio la propria posizione per alzare il baricentro della Juve.

Inoltre, anche nei frangenti in cui il Bologna superava il centrocampo bianconeo, i due difensori erano sempre precisi nell’uscire o accorciare sugli attaccanti avversari. Pure nel finale, in cui il forcing del Bologna ha schiacciato la Juve all’indietro, Bonucci e De Ligt hanno dato grande sicurezza dentro l’area, arrivando quasi su tutti i palloni buttati in mezzo dagli avversari. Ben 6 spazzate per l’ex Ajax, che è stato un muro tanto nei pressi della porta di Buffon, quanto in zone più alte del campo.

 

 

 

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