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Juve Cagliari: Bernardeschi incide tra le linee – ANALISI

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Analisi tattica Juve Cagliari Serie A: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Allegri e Mazzarri

Nella vittoria contro il Cagliari abbiamo visto molti dei difetti della Juve di quest’anno. Un possesso a tratti sterile, poca intensità nella circolazione e gravi blackout. Tant’è che nella seconda parte di gara i bianconeri davano costante sensazione di fragilità, con il Cagliari che si è divorato due occasioni gigantesche per pareggiare. Tant’è che nelle interviste post gara Szczesny si è lamentato dell’atteggiamento troppo remissivo della squadra. Il gol di Bernardeschi (migliore in campo tra i bianconeri) ha però archiviato la partita. Il pareggio dell’Atalanta a Genova consente ai bianconeri di rosicchiare punti preziosi alla Dea, con la Juve che arriva a Natale con una condizione di classifica impensabile fino a dieci giorni fa.

Nel primo tempo, sembrava però di rivedere la squadra dello scorso ano (o perlomeno, il pattern di tante gare). Dopo un inizio incoraggiante, la manovra è diventata via via sempre più prevedibile. L’unico schema/soluzione offensiva consisteva nell’allargare il gioco a destra nella speranza che Cuadrado si inventasse qualcosa. Basti pensare che dei 22 cross totali della Juve, ben 14 sono arrivati dal colombiano (in uno di questi è arrivato il palo di Kean). Per dare più soluzioni offensive a una squadra piatta, Allegri a gara in corso ha deciso di invertire Morata e Kean. Lo spagnolo è diventato praticamente una seconda punta agendo sul centro-sinistra, mentre l’italiano ha fatto da prima punta.

Morata è cresciuto abbastanza in quella posizione, con diverse ricezioni pericolose. Kean invece si è visto poco, con un secondo tempo abbastanza deludente: ha però avuto il grosso merito di trovare il gol del vantaggio, mettendo la testa al punto giusto sul tiro sbagliato da Bernardeschi.

Proprio dal carrarese, tornato al gol dopo un anno e mezzo, arrivano le notizie migliori della partita. Come accaduto contro il Venezia, Senza Dybala, Chiesa e con poca creatività in avanti, perlomeno i suoi movimenti hanno dato imprevedibilità. Svariava molto e dava tante soluzioni di passaggio al portatore, con la Juve che lo trovava libero. Certo, non sempre poi c’è tanta pulizia tecnica quando riceve, ma fornisce alla squadra più qualità nello smarcamento. Ha trovato il gol nel finale, al suo sesto tiro della partita: nessuno ne ha provati di più (anche se va detto essere stati quasi tutti di bassa qualità).

Per il resto, i soliti problemi enormi in tutte le fasi di gioco, con il rischio concreto di subire gol nel secondo tempo. Bisogna prendersi questi 3 punti con la consapevolezza che bisogna migliorare nettamente se l’obiettivo è quello di arrivare in Champions League e di costruire qualcosa.