Analisi tattica Juve Lazio: gli inserimenti di Rabiot sono determinanti

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Analisi tattica Juve-Lazio: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Maurizio Sarri e Simone Inzaghi

All’Allianz Stadium si affrontano la Juventus capolista e la Lazio. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

La Juve fatica nel primo tempo

Se il secondo tempo si è messo su binari giusti, va detto che la prima frazione è stata caratterizzata da diverse difficoltà. Nonostante una Lazio rimaneggiata e in un pessimo stato di salute, la gara è stata più equilibrata di quanto di pensasse. La Juve non ha approfittato bene dell’assenza di Luis Alberto e Lucas Leiva, visto che non è riuscita a pressare bene in avanti.

Ci si aspettava un’aggressione alta e costante per indurre gli avversari all’errore. In realtà, quando ha costruito dal basso, la Lazio è stata paziente e brillante: approfittando di una Juve abbastanza passiva, ha palleggiato bene e consolidato il possesso. Ha trovato diverse volte Parolo e Cataldi liberi (spesso tramite utilizzo del terzo uomo), così come ha verticalizzato diverse per le punte tra le linee. Insomma, poco convincente e intensa la Juve senza palla nei primi 45′. Per fortuna di Sarri, Bonucci e De Ligt se la sono cavata bene nei duelli fisici contro Immobile e Caicedo, sventando potenziali occasioni. Peccato per l’errore nel finale del viterbese, che ha riaperto una gara che pareva ipotecata.

Rabiot e Ronaldo si muovono bene

Nel primo tempo, la Juve ha faticato nel trovare varchi contro il compatto 5-3-2 biancoceleste. Si sono viste le solite difficoltà quando si attacca un blocco basso, con l’area non sempre ben riempita e una circolazione poco convincente. Con Douglas Costa e Cuadrado solitamente aperti, Sarri ha schierato Ramsey mezzala per avere un interno bravo ad aggredire gli spazi e a fraseggiare sul breve. Nonostante qualche bel movimento senza palla del gallese, la Juve ha inciso poco a destra, con la manovra che si è arenata.

Al contrario, a sinistra i bianconeri si sono resi più imprevedibili, con un miglior movimento senza palla. Ha inciso in particolare Rabiot, forse il migliore in campo. Quando ha avuto spazi davanti a sé (c’erano perché la Lazio attaccava con tanti uomini), le progressioni del francese hanno fatto la differenza, con break che hanno spezzato le linee avversarie. Col caldo di questo periodo, le sue corse sono una risorsa offensiva importante. Proprio da un bel movimento senza palla del francese è nata l’azione che ha portato al rigore. Inoltre, da quarto di centrocampo ha ben supportato Alex Sandro a sinistra contro Lazzari. Da segnalare anche un Ronaldo molto bravo a liberare lo spazio per i suoi inserimenti.

Bentancur da vertice basso

Sul finale di primo tempo, un brutto pallone perso da Bentancur poteva costare caro. Questo è il suo principale difetto quando gioca da vertice basso, ossia qualche errore tecnico di troppo quando ha l’uomo addosso. Non vanno però sottovalutati gli aspetti positivi della sua prestazione. Prima di tutto, col pressing della Lazio alto solo a tratti, la Juve lo ha trovato spesso libero di ricevere e di fare progredire l’azione.

Inoltre, nelle transizioni difensive ha mostrato quanto sia più adatto di Pjanic nei compiti di riconquista. Quando la Juve perdeva palla, era quasi sempre piazzato bene per riaggredire e recuperare velocemente palla. La traversa di Ronaldo è proprio nato da un suo intervento difensivo nella trequarti laziale. Insomma, in una Juve che fatica a essere corta come Sarri vorrebbe, l’intensità del sudamericano da mediano davanti alla difesa sembra imprescindibile.

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