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Analisi tattica Sampdoria-Juve: Chiellini è un muro in mezzo alla difesa

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Analisi tattica Sampdoria-Juve: la partita di Marassi analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Claudio Ranieri

A Marassi si affrontano la Sampdoria e la Juventus. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Una ripresa solida

Quella della Juve è stata una gara di maturità. Nonostante i bianconeri siano riusciti a trovare il gol della sicurezza solo al 90′, gli ospiti sono riusciti a reggere con tranquillità anche nei momenti di massimo forcing della Sampdoria. La Juventus è infatti stata molto ordinata e corta senza palla, con un 4-4-2 che ha chiuso molto bene gli spazi. Come suo solito, la Sampdoria cercava di rifinire tramite corsie esterne, inondando l’area di cross: ben 16 nella ripresa, in cui i blucerchiati hanno alzato il baricentro).

Seppur nel secondo tempo i bianconeri si siano abbassati un po’ troppo, riuscendo con meno facilità a risalire e a gestire il possesso, hanno comunque mantenuto alta sia l’intensità che l’attenzione. La Juve ha protetto bene l’area, rischiando poco: l’occasione di Quagliarella a inizio ripresa è stata sostanzialmente l’unica chance per il Doria, con Chiellini che ha salvato un gol fatto.

L’attenzione di Chiellini

Quando la Sampdoria allargava il gioco in fascia, i bianconeri erano reattivi e precisi nello scivolare in orizzontale. A differenza di quanto avveniva a inizio stagione, dove la Juve rischiava su ogni cambio di campo degli avversari, la squadra a Marassi riusciva a rimanere corta. Da segnalare il grande sacrificio degli esterni di centrocampo: sia Chiesa che McKennie effettuavano ripiegamenti molto generosi in supporto di Danilo e Cuadrado, c’erano costanti raddoppi. Di conseguenza, la Sampdoria non riusciva a crossare in modo pulito. Da segnalare in particolare modo la prova dell’americano, che con 6 tackle vinti e 4 intercetti è stato il massimo recuperatore di palloni dei bianconeri.

Quando poi la palla arrivava dentro l’area, Chiellini ha dato un’altra volta sfoggio della sua immensa classe. Il capitano bianconero le ha prese letteralmente tutte, è stato un muro nei pressi della porta di Szczesny dall’inizio alla fine. E’ stato soprattutto grazie a lui che i molti palloni buttati in area dalla Sampdoria non si sono tramutati in occasioni da rete. Grazie a Chiellini, la Juve è sicura anche quando si difende più bassa, dà concentrazione a tutto il reparto.

Bentancur e Arthur sono dominanti

Oltre a un finale di match caratterizzato da solidità e concentrazione, i bianconeri hanno comunque effettuato un primo tempo propositivo e dominante. Come successo contro il Bologna, il doppio play ha dato tanta sicurezza e qualità al palleggio juventino. Per la Sampdoria, era pressoché impossibile pressare i mediani rivali: grazie a un paziente giro palla, che coinvolgeva anche difensori e terzini, i bianconeri riuscivano sempre a trovare uno tra Arthur e Bentancur libero. I due si associavano molto bene tra di loro, scambiandosi spesso di posizione. Nonostante siano usciti prima della fine del match, sono stati proprio Arthur e Bentancuri giocatori bianconeri con più passaggi compiuti.

Oltre a toccare tanti palloni in assoluto, hanno dato qualità alla circolazione. Pirlo aveva detto che la Juve doveva essere brava e paziente nel muovere le linee della Sampdoria, squadra che si difende bassa e con tanti uomini. I bianconeri ci sono riusciti, soprattutto grazie a un Bentancur particolarmente ispirato. Il sudamericano ha fatto tante verticalizzazioni e cambi di campo, la palla girava velocemente da un lato all’altro del campo. Ciò muoveva la struttura difensiva rivale, con Chiesa che oltretutto è stato servito diverse volte in corsa, isolato sul lato debole: ossia, dove può fare la differenza. Ben 12 passaggi lunghi riusciti per l’uruguagio, record del match.

Insomma, una gara che conferma bene i pregi mostrati nelle ultime partite. Inter-Juve è avvenuta solo due settimane fa, ma sembra passata una vita.

 

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