Connettiti con noi

Lavagna Tattica

Venezia Juve: la squadra di Allegri crolla a inizio ripresa – ANALISI

Pubblicato

su

Ascolta la versione audio dell'articolo

Analisi tattica Venezia Juve Serie A: la partita del Penzo analizzata nei dettagli. Le mosse di Zanetti e Allegri

La Juve contava, in queste 5 partite sulla carta agevoli, di poter risalire la classifica. Il pareggio contro il Venezia complica invece ulteriormente una situazione difficilissima. E dire che, nonostante le assenze e l’infortunio di Dybala dopo 12′ (la condizione fisica della Joya continua a essere un problema), i bianconeri sembravano avere messo la gara in discesa. Non si stava vedendo nulla di strabiliante e forse si soffriva troppo a palla persa, però la Juventus era riuscita a stanziarsi nella metà campo rivale.

La palla girava abbastanza bene da un lato all’altro, con Pellegrini (positiva la sua partita) trovato diverse volte in corsa: ben 10 cross per l’ex Genoa. Bernardeschi, anche se spesso impreciso al momento dell’ultimo passaggio, veniva trovato tante volte tra le linee, smarcandosi bene. Morata faceva inoltre un buon lavoro, decentrandosi spesso a sinistra.  Lo stesso gol è arrivato con una buona azione corale, con Bernardeschi servito da dietro tra le linee sul centro-sinistra che quasi di prima ha allargato su Pellegrini

Come spesso succede, la Juve è però uscita troppo presto dalla partita, accettando di speculare e di aspettare passivamente gli eventi. L’avvio di ripresa è stato un incubo, con il Venezia che sbucava da tutte le parti e una Juve schiacciata dietro. Il gol è la dimostrazione di ciò, con i bianconeri che – oltre a farsi girare da un lato all’altro del campo – sono stati lentissimi nelle uscite. Aramu ha tirato senza alcuna pressione addosso. Pochi minuti dopo, la Juve si è di nuovo fatta perforare centralmente, con Busio servito alle spalle della difesa (e meno male che Pellegrini si è immolato in anticipo su Henry).

La Juve ha faticato a rientrare bene in partita, con un secondo tempo di grossa confusione che – anche nei momenti di massimo forcing – ha faticato a produrre occasioni da gol. Kaio Jorge non ha quasi mai individuato la posizione corretta in cui agire. Morata creava tanto ma era spesso da solo. Cuadrado, per dare imprevedibilità, svariava su tutto il fronte offensivo ma sbagliava tanto tecnicamente. Bernardeschi, come scritto sopra, dava grossi problemi al Venezia con le sue ricezioni tra le linee, ma appena entrato in controllo della palla sbagliava tutto: a volte il controllo, in altre il passaggio, di conseguenza l’azione offensiva si bloccava.

Allegri per svoltare ha anche provato a cambiare l’assetto tattico, ma la scelta non ha pagato. Senza Bernardeschi, che comunque si muoveva bene, la Juve ha sfruttato malissimo il centro. Bentancur ha faticato in spazi intasati, mentre le fascia sinistra è diventata di colpo improduttiva: Alex Sandro ha avuto un impatto horror, mentre Cuadrado spostato su quel lato è parso ancora più in confusione.

Insomma, c’è poco o nulla da salvare in questa Juve. La squadra dimostra povertà sia agonistica che tattica: ogni squadra affrontata dai bianconeri sembra sempre più organizzata e meglio allenata della Juventus. Come il Venezia di Zanetti, che ha ottenuto un pareggio meritatissimo.