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Verona Juve: non basta Dybala, i bianconeri non hanno idee – ANALISI

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Analisi tattica Verona Juve Serie A: la partita del Bentegodi analizzata nei dettagli. Le mosse di Tudor e Allegri

La seconda sconfitta consecutiva della Juventus avviene in una partita ancora peggiore rispetto a quella contro il Sassuolo. L’avvio shock, con due gol subiti nei primissimi minuti, è stato il preludio di una gara di profonda sofferenza in cui non è bastato il forcing finale per raggiungere un risultato positivo. Difficile trovare l’argomento di partenza, tante sono le cose che non hanno funzionato. Come al solito, la Juventus ha incontrato profonde difficoltà a superare il pressing avversario: il Verona mantiene molti dei principi di Juric, con tanti duelli individuali e uscite aggressive in avanti.

La Juventus era come al solito ferma e statica, faticava a innescare i propri giocatori offensivi. Sono stati tanti i palloni persi nella propria metà campo. Uno di Dybala, anticipato da Casale, ha dato avvio alla ripartenza del secondo gol. Morata, spesso isolato, è invece stato sovrastato da un Guntter che ha fatto ben 6 intercetti (record del match). Comprensibilmente, il Verona si è schiacciato molto nell’ultimo terzo di gara, ma per tanto tempo è stato bravo a tenere lontani i bianconeri della propria trequarti, costringendo la Juve a lanci lunghi  che finivano nel vuoto. Raramente i giocatori venivano serviti in corsa: la manovra si inceppava costantemente con con continui retropassaggi. I bianconeri non sono quasi mai riusciti a manipolare le marcature avversarie. Una buona idea poteva essere quella di mandare fuori posizione i difensori per consentire a Danilo e Rabiot di attaccare gli spazi, ma la Juve è stata troppo ferma.

E’ mancata anche intraprendenza nel cercare la superiorità numerica, visto che Dybala è stato l’unico giocatore a vincere dribbling (ben 3). Al contrario, sia Cuadrado che Sandro hanno dato poco o nulla.

In mezzo al campo, i padroni di casa vincevano continuamente contrasti e seconde palle, soprattutto grazie a un Tameze eccezionale. Inoltre, sia a palla persa che su possesso consolidato, la Juve ha sofferto molto gli spazi tra le linee, Soprattutto sul centro-sinistra, dove Caprari riceveva sempre alle spalle di Bentancur e sfruttava alla propria sinistra la costante spinta di Lazovic. La Juve ha concesso molte imbucate centrali, difendendo male i corridoi interni.

Non è bastato un ottimo Dybala, che ha catalizzato – come al solito – tanti palloni su di sé. Si muoveva a tutto campo ed era l’unico che dava la sensazione di poter creare qualcosa. Dei 15 tiri della Juve, ben 8 sono arrivati da lui, ma Montipò e la traversa gli hanno detto di no.

Con pochi spazi tra le linee, la Juve poteva forse sfruttare maggiormente le fasce per fare male. Eppure, nonostante l’evidente supremazia territoriale nella ripresa, i bianconeri hanno effettuato soltanto 14 cross. Un dato che la dice lunga sull’incapacità nel fare girare palla velocemente per servire gli esterni in corsa.

Difficile trovare qualcosa che si salvi tra le fila bianconere. La Juventus difende malissimo, ha un possesso palla sterile, fatica molto quando pressata ed ha un basso livello di intensità. Se si continua così, anche la qualificazione in Champions rischia di essere un miraggio.