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Andrea Pirlo a confronto con gli altri tecnici bianconeri: ecco cosa dicono i numeri

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Sono ormai numerosi i tifosi bianconeri che hanno catalogato come estremamente sfortunata questa stagione e, dando un’occhiata anche alle quote proposte dai principali bookmakers legati alle scommesse calcio sulla Serie A, si può intuire come, in effetti, il distacco ormai dall’Inter sia difficilmente colmabile.

Quello che ci si chiede, di conseguenza, è come poter valutare la stagione fino a questo momento del nuovo arrivo sulla panchina bianconera, ovvero Andrea Pirlo. Un esordio assoluto come allenatore, non avendo avuto altre esperienze prima d’ora. Una scelta forte, quella che è stata fatta da parte della società, che ha rivisto in lui un allenatore giovane, con idee innovative, sul quale puntare fortemente.

Sul blog sportivo L’insider, è stato pubblicato un interessante articolo in cui si analizzano per filo e per segno le differenze tra la Juve di Andrea Pirlo e quella dei suoi predecessori, tenendo conto di come, nel corso di questi ultimi nove anni, sono state scritte pagine di storia irripetibili. Considerando anche la fase di cambiamento e di rinnovamento che sta attraversando la Juve dal punto di vista della rosa, servirebbe comunque avere un po’ di pazienza in più con Pirlo, visto che il tecnico bresciano ha dovuto disputare una stagione intera praticamente senza Paulo Dybala, il miglior giocatore della scorsa Serie A.

Il ritorno alla vittoria con Antonio Conte

Conte è stato il condottiero per eccellenza, il simbolo della juventinità. Con i tifosi bianconeri c’è stato sempre un rapporto di odio/amore, eppure è stato proprio lui ad aver riportato quella mentalità vincente che ha imparato a conoscere a fare sua da giocatore, con Marcello Lippi in panchina. 

Una mentalità che ha permesso alla Juventus di svegliarsi dall’oblio in cui era caduta dopo Calciopoli e la Serie B. Lo scudetto vinto a Cagliari e quella sensazione di essere tornati nuovamente grandi. Una sensazione validissima in Italia, ma che non si è avuta in Europa. Un’esclusione ai gironi, continuata poi con una semifinale raggiunta, sconfitta per mano del Benfica, in Europa League e un’uscita di scena ai quarti di finale contro il Bayern Monaco. Un bottino alquanto magro anche se, molto probabilmente, in quegli anni non si poteva fare di più anche con la rosa a disposizione.

I record di trofei con Max Allegri

L’esperienza di Max Allegri alla guida della panchina bianconera si è conclusa con un solo rimpianto, ed è probabilmente anche il tasto dolente della maggior parte dei tifosi della Vecchia Signora, ovvero la Champions League.

Nonostante il dominio in Italia, infatti, la Juve di Max Allegri è arrivata vicinissima a fare il colpaccio, ovvero vincere la Champions League e riportarla a Torino dopo vent’anni. Invece, le due finali con Barcellona e Real Madrid, di cui la prima non certamente attesa, sono andate male, con una sconfitta che fa senz’altro male. Tutto questo, d’altro canto, nonostante Allegri avesse a disposizione una rosa dal valore complessivo spaziale, che ha toccato, secondo i dati di Transfermarkt, ben 871 milioni di euro.

Maurizio Sarri e la rivoluzione del bel gioco che non c’è mai stata

Una rivoluzione tanto attesa e voluta, che però non è mai arrivata. Lo sbarco di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera avrebbe dovuto cambiare le cose a livello di gioco e di prestazioni in fase offensiva. Invece, non c’è stato nulla di tutto questo: lo scudetto è arrivato lo stesso, anche se è parso probabilmente più per inerzia che per altro. Il percorso in Champions League, invece, è stato disastroso, con l’uscita di scena agli ottavi di finale per mano del Lione.