Assemblea degli Azionisti Juventus 2021: il discorso di Agnelli - VIDEO
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Assemblea degli Azionisti Juventus 2021: il discorso di Agnelli – VIDEO

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Assemblea degli Azionisti Juventus 2021: parla Agnelli sull’approvazione del bilancio, Consiglio di Amministrazione e aumento di capitale

(inviato all’Allianz Stadium)Andrea Agnelli, presidente della Juve, interviene durante l’Assemblea degli Azionisti 2021. Juventusnews24 segue le sue parole LIVE.


Prende la parola il presidente Agnelli.

«Essere rispettosi verso gli Azionisti è un segno distintivo di questa società. Oggi approveremo il bilancio al 30 giugno 2021 e ed eleggeremo il nuovo Consiglio di Amministrazione. E’ giusto raccontarvi che cosa ha fatto la Juventus e che cosa farà. Innanzitutto è importante avere un quadro della situazione economica globale del calcio. Le previsioni parlavano di una crescita enorme, distaccata dalla situazione mondiale. Parallelamente, abbiamo assistito a una grande inflazione del mercato dei giocatori. Tutto questo porta a una riflessione: si trattava di investimenti con aspettative di ritorni successivi. In questo contesto è corretto analizzare che cosa ha fatto la Juventus in questi anni. Con la cessione del nostro amato Pogba nel 2016, abbiamo visto una crescita di operazioni al di sopra dei 50 milioni. La dinamica ha mosso il mercato».

«Nel ciclo 2014-2018 il nostro fatturato è stato costantemente sopra i 400 milioni. Per questo motivo era arrivato il momento di investire, per pensare in grande. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo abbiamo pensato che quello era il momento di investire e iniziare un piano espansivo che ci porti a consolidare i risultati degli scorsi anni. Nel gennaio 2020 completiamo l’aumento di capitale e nel febbraio 2020 arriva il Covid e colpisce tutti duramente. Non è bella soddisfazione trovare la via del futuro nella mediocrità, e questo a maggior ragione deve valere per la Juventus. Entriamo in crisi pandemica, che a me ha lasciato riflessioni: cos’è stato l’impatto sulla società, sulla vita, sul sistema sanitario. Un elemento ha fatto riflettere: l’utilizzo della parola quarantena. Quando io ero piccolo non esisteva questa parola, i miei figli quando vanno all’estero si domandano le regole da seguire. Questo fa capire l’impatto della pandemia sulla società. Abbiamo giocato 60 partite senza pubblico dal maggio del 2020 e sono un numero incredibile. Tamponi costanti ogni due giorni, le bolle. Guardavo le partite lassù, in un altro posto in tribuna, è stato irreale. Tutto ha portato ad una crisi politica, con conseguente lancio della Superlega. Procedimenti iniziati e poi annullati dall’Uefa, ora in attesa del giudizio della Corte di Giustizia europea. La vera analisi di questa crisi è il totale ridimensionamento del mercato dei trasferimenti. Da 6.5 miliardi per le società europee nel 2019 a 4 miliardi nel 2020 ai 3 miliardi del 2021. Questa costrizione del mercato avrà ripercussione sulle squadre medio-piccole. Se si ritornerà a una piena normalità in questa stagione, noi potremo consuntivare gli effetti Covid al termine di questa stagione. Che cosa ha fatto la Juventus? L’impatto degli effetti diretti e indiretti è di 320 milioni con un 40% che si riverbera sull’esercizio in corso e andremo a pulire gli effetti del Covid al termine di questa stagione. Ciò che ha lasciato il Covid non viene cancellato. Il piano del 2019 era a medio termine, ma era credibile ieri ed è credibile oggi, e ha le carte in regola per ripartire grazie all’aumento di capitale. Deve passare attraverso una dimensione gestionale: questa industria ha la cattiva abitudine di misurarsi sul fatturato. Non dovremo focalizzarci sulla ricerca del fatturato, ma del profitto. Andremo a inserire un comitato di ESG: col nuovo consiglio andremo a istituire un nuovo comitato ad hoc. Continueremo ad essere all’avanguardia nelle politiche sportive dell’industria. Al di là dei risultati avuti, sfido chiunque a dirmi che l’attuale piramide del calcio professionistico sia soddisfacente. Sento lamentarsi chiunque, ma trovo sorprendente che ogni proposta di riformare questa industria venga accantonata. Qualsiasi proposta, avendo interlocutori così disomogenei tra loro, non troverà soddisfazione. Chi ha i voti non ha il peso e chi ha il peso non ha voti. Questa bilancia dovrà trovare una sua formulazione. Per 10 anni ho lavorato per stabilizzare il sistema, che non tutela gli investitori. Cito Juventus, Real Madrid e Barcellona: nessuna ha vinto il campionato ma partecipiamo alla Champions. Tante squadre hanno vinto ma non partecipano alla Champions: questo per puro aspetto commerciale. In quel momento tanti gridavano allo scandalo».

Agnelli sul tema Superlega.

«Quella nascita è stata la constatazione di 12 società che le obsolete impalcature su cui si regge il calcio sta rifiutando il cambiamento per mantenere una classe politica che non rischia ma vuole decidere e incassare. Solo attraverso il dialogo costruttivo si potrà arrivare ad una conclusione».

Agnelli su Under 23 e Women.

«L’Under 23, con il direttore Manna e l’allenatore Zauli, sono in filiera con la prima squadra. Sta dando i suoi frutti: Fagioli, Frabotta e Dragusin sono in prestito per tornare poi alla Juve. Anche la convocazione di Soulé con la Nazionale argentina è un altro esempio. Le Women hanno vinto il quarto Scudetto sul campo: un ringraziamento va a Rita Guarino e l’accesso di Montemurro ai gironi di Champions League femminile sono un segno che questo movimento sta diventando di importanza, ci abbiamo creduto da quando abbiamo iniziato».

Agnelli su Cristiano Ronaldo.

«È stato un onore e un piacere. Dobbiamo applaudire Cristiano Ronaldo per quanto fatto sul campo. L’unico peccato è stato non avere il pubblico. Ha ragione Morata, a pochi giorni dall’addio di Ronaldo, che ha detto che la maglia della Juve richiede responsabilità. Io sono responsabile per quello che significa la società per cui lavoro. La Juventus è più grande di chiunque, viene prima di qualunque persona. Dobbiamo lottare, soffrire e vincere per la Juventus».


  • Bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021 e deliberazioni relative. Prende la parola Stefano Cerrato, Chief Financial Officer & Investor Relator che illustra la situazione.

Iniziano le domande degli azionisti.

Torna a parlare il presidente Agnelli.

A CHE PUNTO SIAMO CON LA SUPERLEGA«Ho cercato di enunciarlo durante l’intervento iniziale. C’è un giudizio della Corte di Giustizia e dovremmo attenderlo per capire quali percorsi si apriranno. Attraverso il dialogo, si può arrivare a risposte soddisfacenti».

PSG E NEWCASTLE«Poter comprare liberamente società, non deve avere preclusioni, ma la proposta all’interno della Superlega era la definizione molto chiara sulla struttura dei costi all’interno di un restatament dei bilanci delle società».

CALCIOMERCATO«Ogni operazione va contestualizzata nel momento in cui viene eseguita. Ogni valutazione assunta dai dirigenti si reputa corretta nel momento in cui viene presa. Solo chi non fa non sbaglia, nessuno di noi pensa di essere perfetto».

DIRITTI TV«I cicli televisivi fanno la differenza. I tre anni sono il massimo di visibilità che possiamo avere».

INTITOLARE LO STADIO A BONIPERTI«C’è una sala intitolata a Giampiero, così come a Sivori. Spendo 5 secondi in più al suo ricordo. Da bambino ho ricevuto il telegramma quando battemmo il Torino con la Sisport. Boniperti è sinonimo di Juventus: non intitolare un centro sportivo, uno stadio non significa non avere rispetto delle persone, ma andare avanti ben sapendo come è intitolato questo stadio. Con logiche più fredde rispetto al passato».

DIRITTI TV CON TROPPE PIATTAFORME DA ABBONARSI«Non è una decisione autonoma della Juventus. Siamo in un momento di tensione di mercato, può essere sana per il futuro. Per il prossimo triennio sarà così, normalmente si esce con situazioni migliorative».

Approvato il bilancio dagli azionisti al 30 giugno 2021.


  • Relazione sulla remunerazione ai sensi dell’art. 123-ter del D.Lgs 58/98

Approvato anche il secondo punto


  • Deliberazioni in ordine al Consiglio di Amministrazione

Agnelli: «Ci tenevo a ringraziare quei consiglieri che escono dal loro mandato. So quanto questo collegio sindacale, ognuno con le proprie competenze, è stato vicino alla Juventus, mettendo gli uomini e le donne della società a ottenere questi risultati».

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APPROVATO

Massimo Della Ragione, Maurizio Arrivabene, Kathryn Frances Fink, Andrea Agnelli, Laurence Siouffi-Debroux, Pavel Nedved, Giorgio Tacchia, Laura Zanetti, Daniela Marilungo e Francesco Roncaglio


  • COLLEGIO SINDACALE APPROVATO

Sezione 1 (candidati alla carica di Sindaco Effettivo): Roberto Spada, Maria Cristina Zoppo, Alessandro Forte
Sezione 2 (candidati alla carica di Sindaco Supplente): Maria Luisa Mosconi, Roberto Petrignani


  • Approvato l’aumento di capitale di 400 milioni di euro

Prende la parola Pavel Nedved.

«Volevo reagire con tranquillità e serenità e spiegare un po’ quello che pensa. Non si può svolgere un ruolo così prestigioso essendo solamente amico del presidente. Non credo che la proprietà lo pretenderebbe. Ho sempre sentito tante responsabilità. Ci sono critiche giuste da parte vostra, perché il mio comportamento non è sempre stato al massimo. Fa parte del mio carattere, ma agirò sempre per il bene della società. Lo farò fino all’ultimo giorno in cui mi verrà data questa possibilità. Sentire le vostre parole mi fa male, ma è il mio carattere non posso cambiare».

Così Agnelli: «Per la Juventus è un privilegio avere una persona come Pavel».

Si chiude l’Assemblea degli azionisti.

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