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Birindelli: «Allegri grandioso, così ha cambiato la Juventus» – ESCLUSIVA

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Birindelli: «Allegri sta svolgendo un lavoro grandioso, vi spiego come sta cambiando questa Juventus» – ESCLUSIVA

Alessandro Birindelli è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24 per analizzare la situazione in casa Juventus, il turno di campionato ormai alle porte e molto altro. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

A Firenze abbiamo visto una Juve con un baricentro molto basso e in attesa dell’avversario per lunghi tratti del match. Massimo risultato con il minimo sforzo: in cosa deve migliorare ancora questa squadra da qui a fine stagione?

«La partita di Firenze ha evidenziato ancora una volta il fatto che la Juventus è una squadra che ha trovato una solidità importante e un equilibrio. È cinica, ma non ancora bellissima nello sviluppo del gioco: non fa un calcio piacevole, ma un po’ più diretto, verticale e poco palleggiato. Vorrei che questa squadra continuasse su questi aspetti, migliornando nel tempo la gestione delle partite, il mantenimento della palla e l’attacco dell’area in maniera differente in base alle diverse situazioni».

Allegri ha lavoro molto in questi mesi soprattutto sul gruppo, come evidenziato anche da chi è sceso in campo per sopperire alle molte assenze dovute ai tanti infortuni…

«Il lavoro di Allegri è stato grandioso. A questa squadra negli ultimi due anni veniva rimproverato di non avere più il DNA Juventus, non aveva più la conoscenza del saper soffrire e dell’andare a riacciuffare un risultato a tutti i costi, di non essere più gruppo e di avere giocatori che pensavano solo al proprio orticello. Invece Allegri ha ricreato un ambiente forte, che ha grande autostima, che non ha paura di nessuno e che affronta le partite con grande determinazione. Questo è un gran lavoro. Le tante assenze ovviamente non ti permettono di lavorare con continuità con quelle che sono le soluzioni da adottare anche per quanto riguarda il miglioramento del possesso palla e di un gioco più fluido. Facendo pochi allenamenti e avendo pochi giocatori a disposizione è più difficile».

Passaggio del turno però messo in discesa anche in maniera fortunosa. La qualificazione alla finale di Coppa Italia secondo lei è ancora aperta?

«La qualificazione è ancora aperta perchè non si gioca tra una settimana e quindi bisognerà tenere conto anche dello stato di forma delle due squadre. La Fiorentina poi è una squadra che ti affronta a viso aperto, anche mercoledì ha dimostrato di saper stare in campo e di non abbassare mai la guardia, anzi di voler attaccare sempre. È andata vicina a trovare il gol, è stata anche sfortunata… la partita di ritorno sarà senz’altro aperta».

A proposito di qualificazioni ancora aperte: pensa che la Juve riuscirà a staccare il pass per i quarti di Champions? Quali crede possano essere i punti deboli del Villarreal tenendo conto anche della gara d’andata?

«Il Villarreal è una squadra difficile da affrontare, e non solo per la Juventus. Siccome sono due squadre che si assomigliano caratterialmente io vedo una partita, e di conseguenza una qualificazione, ancora in bilico. La gara può essere risolta dalla giocata di un singolo che fa la differenza o dalle palle inattive, che diventano a questo punto fondamentali».

Rituffiamoci nel campionato. Quello alle porte è un turno molto importante: il Milan va a Napoli, l’Atalanta a Roma… e la Juve ospita lo Spezia. È un’occasione ghiotta per Allegri per continuare ad accorciare in classifica? Quali saranno le quattro squadre che secondo lei accederanno alla prossima Champions?

«Io penso che le quattro squadre che accederanno alla prossima Champions potrebbero essere Inter, Milan, Napoli e una tra Atalanta e Juventus. Domenica è una tappa importante, ma la Juventus deve far la caccia al quarto posto. Lo scudetto mi sembra molto lontano e per di più vedo ancora una favorita netta, l’Inter, sebbene Napoli e Milan stiano facendo bene».

Fa bene Allegri a dire che lo scudetto se lo giocano le prime tre? È un’affermazione onesta e frutto di una consapevolezza maturata in questi mesi o in cuor suo pensa ancora di poter raggiungere il grande obiettivo?

«Io credo che un conto è che ci sia solo una squadra davanti, un conto è sperare che calino tre squadre insieme. La cosa diventa improponibile. I calcoli di Allegri sono ragionati e giusti. Detto questo dentro di sé ha il dovere di crederci perchè è quello che ti dà la forza e la motivazione di stare sempre lì concentrato per vincere partita dopo partita, ma penso sia difficile che la Juve possa rientrare nella corsa al titolo».

Come giudica sin qui il rendimento di Vlahovic in bianconero? Si aspettava un impatto di questo tipo da parte del serbo?

«Mi aspettavo che Vlahovic avesse quest’impatto anche perchè dopo le ultime settimane a Firenze, dove la tensione era alta e veniva fischiato sistematicamente dal proprio pubblico, giocava con personalità. Le sue prime uscite con la maglia bianconera hanno dimostrato che la Juventus ha fatto un grande investimento. C’è stato un sacrificio che però è valso la pena».

Se lo aspetta in coppia con Dybala nel corso della prossima stagione? Tradotto: ci sono margini secondo lei affinché l’argentino rinnovi il proprio contratto in scadenza?

«Io penso che la Juventus non vuole fare a meno di Dybala perchè lo reputa un giocatore importante ma non alle cifre che si sono fatte in questi mesi. La Juve ha tirato il freno a mano perchè farebbe il rinnovo ma solo a condizioni diverse. Bisogna vedere se Dybala accetterà queste nuove condizioni o meno».

Da ex terzino, anche se sulla corsia opposta, come giudica l’impatto di Luca Pellegrini nel mondo Juventus? Pensa possa fare parte di quei giocatori che costituiranno il cosiddetto blocco italiano negli anni a venire?

«Pellegrini ha malizia, è sveglio, ha qualità tecniche importanti e lo stiamo ammirando in queste partite dove viene chiamato in causa. Secondo me è un giocatore che ha ancora ampi margini di miglioramento. Nella storia i gruppi vincenti avevano una base solida di italiani: io spero che diventi di nuovo così, che ritorni questa moda, dove il 70/80% dei giocatori che costituiscono una squadra è italiano».

Si ringrazia Alessandro Birindelli per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista