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Bonatti: «Volevamo tornare in campo. C’era un grande rischio»

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Andrea Bonatti, tecnico della Juventus Primavera, analizza la vittoria sul Sassuolo per 4-0: ecco le parole dell’allenatore

(Marco Baridon e Giorgio Ferrero inviati a Vinovo)Andrea Bonatti, tecnico della Juve Primavera, analizza la vittoria per 4-0 sul Sassuolo. Ecco le sue parole.

RISCHI DOPO INATTIVITA‘ – «C’era il rischio di non comprendere che dopo mesi di inattività la cosa più importante era liberare energia e avere gioia. Ci si allena per poter giocare e per dimostrare valori tecnici in un contesto che non sia quello al di fuori della gara. Lo avevo detto anche prima della Roma, sono convinto che l’attegiamento dei primi 10 minuti ci è costato la partita, alzare i livelli di attenzione. I ragazzi sono stati molto concentrati, dovevano essere un po’ più determinati nel primo tempo nella finalizzazione. Hanno reso abbastanza facile e con un risultato rotondo una partita che di facile non aveva nulla».

EQUILIBRI DEL CAMPIONATO«Secondo me ci sono delle squadre che hanno giocato meno partite e sembrano attardate visivamente in classifica ma che secondo me possono essere protagoniste, come il Milan, l’Atalanta e l’Inter stessa. Ci sono squadre che possono essere fastidiose che hanno buone valori, come Spal, Bologna e il Sassuolo stesso. Penso che sarà più equilibrato, la Roma per ora è scappata. Giocando ogni tre giorni sarà molto complicato valutare le risorse energetiche, avere una rosa che sia tutta coinvolta, con la variabili tra cui gli infortuni».

CHIBOZO«Sicuramente è un giocatore di ottimo livello, quella mezz’ora che ha giocato ha espresso le sue qualità. Sono convinto che abbia bisogno di continuità, speriamo che questa trauma contusivo che ha avuto non sia nulla di particolare».

DIFFERENZA ETA’ MEDIA – «Avevamo otto anni di differenza di età media con il Sassuolo, questa è un po’ la filosofia della società in questo momento, ci vuole coraggio e un duro lavoro che parte da sotto che coinvolge tutti gli allenatori del settore giovanile così come l’apparato scout che seleziona i migliori talenti al mondo. Siamo orgogliosi di contribuire alla crescita di questi giovani».

IL LUNGO STOP«Penso che l’elemento più allenante sia la partita quindi inevitabilmente qualcosa lasci per strada. Penso ad esempio a Chibozo che era un anno che non giocava poi lui ha talento e riesci ad esprimersi. Però magari quell’esperienza quando ti giochi tutti i dettagli».

PRESENZA PIRLO E DIRIGENZA JUVE IN TRIBUNA «La dimostrazione che c’è grande attenzione al vivaio, con la volontà di seguire i talenti che crescono e vedere di stabilire il giusto percorso di valorizzazione che possa portare un prodotto per la prima squadra».

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