Calcio femminile, passi in avanti: svolta al professionismo anche in Italia

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Svolta al professionismo nel calcio femminile anche in Italia. Approvato in Senato l’emendamento che renderà le atlete professioniste

Il clamore mediatico post Mondiale femminile inizia a portare i primi risultati concreti. Dopo l’aumento del seguito, negli stadi e davanti alla tv, della Serie A, un altro storico passo sta per compiersi: il calcio femminile diventerà presto professionistico. Dopo lunghe discussioni, la Commissione Bilancio al Senato ha approvato un emendamento che agevola società e le federazioni nel passaggio al professionismo.

La svolta al professionismo in Senato

Nella giornata di ieri, la Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento presentato dal senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini che prevede «l’estensione delle tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo» anche alle donne. Per agevolare il processo, l’emendamento prevede anche l’esonero contributivo per tre anni (da gennaio 2020 a gennaio 2022, entro un limite di 8 mila euro) per le società che sceglieranno di fare contratti professionistici alle donne.

Cosa manca al definitivo passaggio al professionismo

Nonostante l’approvazione dell’emendamento, le donne non sono ancora professioniste. La palla passa ora nelle mani delle singole Federazioni, che dovranno decidere se aderire o meno. Dopo i tre anni di esonero contributivo, infatti, le spese ci saranno, e con il professionismo aumenteranno notevolmente. Allo stesso modo, però, dovrebbero aumentare la qualità, l’appeal del campionato e i risultati.

La Figc potrebbe essere una delle prime federazioni, tra le varie che si occupano di sport femminile, ad introdurre il professionismo. Dopo il successo dei Mondiali e l’interessamento crescente verso il campionato italiano, il logico passo è proprio quello del passaggio al professionismo, che adesso non è più un’utopia.

Josephine Carinci

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