Cherubini: «Coppa Italia come soddisfazione del progetto. Serie B? Tutto è possibile»

© foto www.imagephotoagency.it

Federico Cherubini, Head of Football Teams & Football Areas di Juventus, ha parlato dopo la vittoria della Coppa Italia Serie C

Federico Cherubini, Head of Football Teams & Football Areas di Juventus, braccio destro di Fabio Paratici, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, due giorni dopo la vittoria della Coppa Italia Serie C contro la Ternana. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

JUVENTUS U23«Penso alla nascita di questo progetto, fra mille difficoltà. Siamo stati pionieri, abbiamo dovuto affrontare normative e tematiche inedite per tutti, abbiamo dovuto creare una squadra dai primi di luglio, quando all’improvviso la Federcalcio diede il via libera, abbiamo affrontato la Serie C con un po’ di scetticismo di chi ci guardava con sospetto. Dentro quella coppa c’è la soddisfazione di un progetto che ci ha fatto soffrire, ma sta funzionando».

PLAYOFF«La Serie B è possibile? Vediamo. Si decide tutto con partite secche, quindi ogni cosa è possibile: la finale di Cesena ha aumentato l’autostima. Noi ci siamo, abbiamo una squadra giovane e in questo momento tonica. La B faceva parte del progetto nel medio periodo. Anche perché consentirebbe di far crescere meglio i giovani. Ma attenzione perché anche Barcellona e Real Madrid non riescono sempre a mantenere la seconda divisione con le loro secondo squadre».

GIOVANI IN SERIE A«Io spero che ci arrivino i giocatori che hanno svolto un percorso tutto juventino, fin dalle giovanili. Darebbe ancora più forza a tutto il progetto. Penso per esempio a Nicolò Fagioli, che lo merita. E attenzione a Nicolussi Caviglia, che dopo il percorso nelle giovanili e nella seconda squadra, adesso si sta esprimendo benissimo a Perugia».

HAALAND – «Se la Juventus U23 fosse stata in B avrebbe accettato la proposta? Ah non lo so… ma avere una seconda squadra ha aumentato la nostra forza nel contattare giovani talenti in giro per il mondo. Adesso quando loro ci domandano: qual è il nostro progetto per loro, non dobbiamo più prospettare loro un paio d’anni in prestito, ma stare a Torino e avere la possibilità di allenarsi ed eventualmente giocare con la prima squadra, dove ci sono i Ronaldo e i Dybala…».