Conferenza stampa Allegri: «Col Napoli in palio 2/3 di scudetto» – VIDEO

Conferenza stampa Allegri: il tecnico bianconero risponde alle domande dei giornalisti prima del match contro il Napoli

Big match di Serie A per la Juventus che affronta il Napoli di Carlo Ancelotti per dare una spinta definitiva in direzione bianconera al campionato. Partita ostica su un campo molto caldo che spingerà i suoi calciatori in una delle partite più sentite dall’ambiente campano.

L’allenatore bianconero Massimiliano Allegri ha incontrato i giornalisti nella classica conferenza stampa alla vigilia dell’incontro in programma allo stadio San Paolo contro il Napoli. Di seguito le sue parole.

SOCIAL – «Questo è un gran problema… Perché scrivevo un messaggio dopo la partita?! Non sono mai stato un grande seguace dei social. L’altro giorno ero a cena e ho deciso di chiudere i social. Mi ha meravigliato del clamore che ha avuto la cosa. Mettevo solo un messaggio dopo ogni partita. Count-down? Oggi mancano dieci giorni, ma non lo scrivo più sui social. Se non torniamo alla normalità diventa tutto un problema».

FUTURO – «Ho visto il presidente l’altro giorno. Come tutti gli anni ci vedremo per parlare dell’annata e di quello che dovrà essere il futuro. Io sono legato alla Juventus e in questi anni ci siamo tolti tante soddisfazioni. Siamo ancora in corsa in campionato e in Champions. Dispiace per le reazioni perché si erano create aspettative sbagliate. Non scordiamoci che nelle mie 51 partite di Champions con la Juve, noi abbiamo perso 11 volte. In due avevamo già passato il turno. Una col Manchester in casa, una a Monaco, le altre con Barcellona, Real e Atletico. Sono le tre squadre che nel ranking sono sopra la Juve. Ora chiudiamo l’argomento».

NAPOLI – «Stanno facendo un grande campionato. Domani dovrà essere una serata di sport con uno stadio pieno di gente. Dovremo fare una partita intensa, lucida e tecnica. Lì le partite non finiscono mai».

CRITICHE – «Di riflessioni ne faccio sempre, ma io i social non li leggo. Ho sentito cose in giro. Sono cascato dal pero perché abbiamo giocato con l’Atletico facendo un brutto secondo tempo. Poi nel calcio una palla fa la differenza, questione di centimetri. È giusto che ci siano critiche, ma non che siano dettate da aspettative che vanno oltre ogni realtà. Noi avevamo Khedira, Cuadrado e Douglas Costa fuori, Pjanic con la febbre. Le critiche devono essere costruttive. Io rimango coi piedi per terra: vincere non è facile. Abbiamo fatto molti più punti del Napoli, in Champions può succedere di tutto».

INGRATITUDINE – «Io sono così. Lavoro con grande passione: i tifosi che vengono allo stadio mi hanno sempre fatto sentire il loro apporto. Che poi non manifesti con salti e capriole è un altro discorso. Noi dobbiamo dare l’esempio quando siamo in panchina. Dopo l’Atletico mi sono arrabbiato con me stesso, non con gli altri. Devo rimanere lucido».

RONALDO – «Sta bene, domani gioca».

KHEDIRA – «Deve fare dei controlli, al momento non ci sono date».

DOUGLAS COSTA – «Speriamo di recuperarlo con l’Ateltico».

CUADRADO – «È lontano dal rientro ed è fuori dalla lista Champions».

DUE CENTROCAMPISTI – «Dipende da tante cose. Se giocano Dybala e Bernardeschi con Mandzukic e Ronaldo, l’unica alternativa è Kean. Se no uno dei due deve rimanere fuori. Credo che domani faremo una grande partita».

BOTTIGLIETTA – «La squadra arriverà all’Atletico in ottima condizione. Bonucci, Chiellini e Pjanic saranno più avanti di condizione così come la squadra. Poi non so se riusciremo a passare il turno».

CHAMPIONS – «Ci hanno dati per morti prima di essere eliminati. Quindi sono venute fuori le voci. Devo parlare col presidente come tutti gli anni e insieme decideremo cosa fare l’anno prossimo. Ora concentriamoci su quello che bisogna fare. Domani è uno spartiacque importante per il campionato».

 

STADIUM – «Ci sarà bisogno dello Stadium. Tutto lo stadio dovrà spingere la squadra per tutta la partita».

NAPOLI COME ATLETICO – «Sono due partite diverse. Domani è una sfida importante per lo scudetto. Loro vogliono batterci per dimostrare di essere più bravi di noi. Noi dobbiamo fare una partita di grande livello perché si affrontano le due squadre che negli ultimi anni hanno lottato per lo scudetto. Sarà una partita diversa dalle ultime».

MANDZUKIC – «È un momento così. Nelle prime partite ci si preoccupava perché non segnava Ronaldo. Lui ne ha già fatti tanti. Dobbiamo trovare più gol da parte dei centrocampisti, sfruttare meglio le parte inattive. Anche Bernardeschi deve fare più gol».

SCUDETTO – «Domani ci giochiamo due terzi di scudetto, ci giochiamo tantissimo. A livello mentale è la soddisfazione che vai a battere la seconda».

EMRE CAN – «Domani uno tra Emre Can e Bentancur sarà in campo».

SERIE A ALLENANTE – «Sono discorsi che sono difficili da fare. La Liga è diversa dalla Serie A. Il Napoli ha 59 punti a 13 dalla fine del campionato. Come proiezione il Napoli può fare 87/90 punti, sono tanti ma noi fino ad ora abbiamo fatto un campionato importante. Un anno fa c’era un punto di differenza tra noi e loro, noi ne avevamo 4 in meno e loro dieci in più. Nel girone di ritorno nessuno ha più tempo da perdere perché tutti vogliono centrare gli obiettivi. Fino a tre domeniche fa c’era lotta solo per il quarto posto, ora anche per il terzo. Il campionato si vince con la quotidianità, la Champions no».

FORMA – «È un valore aggiunto, adesso devo sfruttare al meglio chi ho a disposizione. Da qui alla fine l’unico che posso recuperare è Douglas Costa. Cuadrado è difficile. Khedira spero che recuperi prima come uomo e poi come calciatore. Tutti abbiamo un po’ risentito di Madrid e questo in un ambiente di alto livello come la Juve non deve succedere anche perché c’è un ritorno da giocare».

SPECULAZIONI E SCETTICISMO – «Non penso né al futuro né alla tifoseria. Dentro lo stadio non avverto questa cosa. Sin qui abbiamo fatto un ottimo lavoro. Bisogna guardare positivo, ma contro quelli che sono negativi non ci posso fa niente. Se si perde una partita e si vede tutto nero c’è qualcosa che non torna. Io do il mio apporto e cerco di cambiarle. Quello che fanno le altre persone son problemi loro. Ci lamentiamo poi se succedono dei fatti che sono gravi, i social non sono uno strumento valido per tutti. Quando si legge di droga, pedofilia e stalking… è un problema social. I social non sono per tutti».