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Conferenza stampa Chiellini: «Speriamo di dedicare la Supercoppa a Chiesa»

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Conferenza stampa Chiellini: le parole del capitano bianconero alla vigilia di Inter Juve, valida per la Supercoppa italiana

(inviato all’Allianz Stadium) – Mercoledì va in scena la finale di Supercoppa tra Inter Juve a San Siro. Bianconeri vittoriosi nella scorsa stagione della Coppa Italia, mentre i nerazzurri campioni in carica in Serie A.

Nel giorno di vigilia, martedì 11 gennaio, Giorgio Chiellini ha parlato in conferenza stampa insieme ad Allegri alle 12.30Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


COSA PUO’ DARE LA VITTORIA DI ROMA – «Bisogna avere equilibrio nel nostro percorso, anche se la vittoria di Roma ci dà una botta di adrenalina. Dobbiamo crescere, lavorare. In una finale è una partita a sé, in uno stadio bellissimo in cui ci giochiamo un titolo con grande umiltà e fiducia. Ne abbiamo giocate tante, vinte e perse, e i dettagli fanno la differenza».

COSA NON SOTTOVALUTARE – «In una partita come contro l’Inter non sottovaluti niente. Loro hanno grande qualità tecnica, fisica. Sui calci piazzati sono la squadra che ha segnato di più. Stanno bene, sono in fiducia, ma in partita secca non sono imbattibili. Siamo quasi tutti a disposizione, ci dispiace per Federico. Io l’ho vissuto due anni fa, so cosa vuol dire, ma lui è in gamba: da questo infortunio può diventare ancora più uomo e più forte. Speriamo di dedicare a lui la vittoria di domani. Faccio un appello: venga cambiato il regolamento delle Supercoppa. Non ha senso che chi è ammonito in campionato debba saltare la finale. Non ha una logica. Cambiamola questa cosa, magari dal prossimo anno».

IN COSA MIGLIORARE – «Usciamo troppe volte dalla partita, è capitato anche contro la Roma. Sapevamo che avrebbero fatto una partita fisica. L’avevamo gestita bene, a parte da calcio piazzato. E’ stata una partita equilibrata, ma a inizio secondo tempo a livello mentale ci siamo assentati. In questo dobbiamo crescere perché ci è già capitato quest’anno».

COME STA – «Io sto bene. Ho avuto le feste di Natale un po’ travagliate come metà degli italiani. Di salute siamo sempre stati tutti bene. Ho avuto modo di allenarti e sto bene. La famiglia ancora non è venuta fuori ma stiamo meglio. Sarà una finale diversa dagli anni passati, come è successo con l’Atalanta l’anno scorso in cui non partivamo favoriti. Io ho perso tante finali in cui partivamo favoriti. Sono contento di giocare a San Siro che è uno stadio bellissimo, dispiace non ci siamo tutti i tifosi ma dobbiamo accontentarci vista la situazione. L’importante è che la salute di tutti sia salvaguardata».

NON FAVORITI – «Se ne parlava già a maggio, in cui prima dell’Atalanta per la prima volta si diceva che non eravamo favoriti. L’Inter un po’ di più, con grande serenità diciamo che è favorita. Ma è una partita secca, c’è più attenzione e voglia di vincere un trofeo. Si può essere meno forti in un percorso a tappe di 38 partite, ma dimostrare una carica in più in gara secca».

COSA HA DETTO A CHIESA – «Con Federico ho parlato subito a caldo. Eravamo in panchina e ci siamo resi conto subito quando è passato della gravità. Gli sono stato vicino come fratello maggiore, in questi primi giorni è tutto strano ma avrà bisogno del supporto di tutti nei prossimi mesi. All’inizio, al rientro, non sentirai più il corpo come prima, non è così semplice».

CLICK DECISIVO IN CASO DI VITTORIA – «Qualsiasi sarà il risultato non sarà decisiva. Se riuscissimo a vincere non mi aspetto poi di fare 20 vittorie in campionato. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada con costanza: non devi volare in alto dopo due vittorie, così come non devi volare in basso dopo una sconfitta. Dopo il Napoli eravamo un po’ affranti, ci vuole calma e il giusto equilibrio. Andare avanti e lavorare».

CURARE IL FATTO DI ASSENTARSI DALLE PARTITE – «Comunicazione. Aiutarsi l’un l’altro per tenersi attivi e svegli».

SI ASPETTAVA UN INTER COSI’ FORTE – «Chiedete a Bastoni cosa ho detto a ottobre. Gli dissi: ‘Il campionato potete perderlo solo voi’. Il Milan sta tenendo botta ma l’Inter mi è sempre sembrata più completa. Non mi sorprende, mi sembrava già la favorita. Per quanto riguarda noi, la perdita di un giocatore come Cristiano è importante. Nascondeva dei problemi talvolta: se segna tutte le partite diventa più facile non vedere problemi che tante squadre hanno. Mi aspettavo un anno di fatica e sofferenza. Siamo la squadra dell’anno scorso con Manuel e Moise in più e Cristiano in meno».