Conferenza stampa Seconde Squadre, Agnelli: «Son certo non saremo gli unici. Ajax esempio virtuoso»

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Conferenza stampa post convegno Seconde Squadre: le dichiarazioni dei partecipanti all’evento dell’Allianz Stadium

(Simone Dinoi inviato all’Allianz Stadium) – Tappa imprescindibile per il futuro del progetto Seconde Squadre: nel venerdì mattina dell’Allianz Stadium di Torino si tiene il convegno “Seconde Squadre – analisi e prospettive nel contesto italiano”.

Un appuntamento a cui partecipano lo stesso presidente bianconero Andrea Agnelli Federico Cherubini, Head of Football Teams and Technical Areas Juventus. Tanti i relatori di spicco: tra cui anche l’ex ad bianconero Beppe Marotta. Tutte le dichiarazioni nella conferenza stampa di chiusura dell’evento.


Conferenza stampa post convegno Seconde Squadre: la diretta live

LA GIORNATA DI OGGI – Agnelli: «Ringrazio Gravina e Ghirelli per essere stati qui. L’auspicio è dopo una giornata come quella di oggi le componenti del mondo del calcio italiano possano trovare la via per intraprendere questo percorso che abbiamo visto di grande successo a livello internazionale e quindi possano armonizzare sistema calcio italiano sul tema delle seconde squadre».

Gravina: «Grazie ad Agnelli per questa splendida intuizione. La giornata è positiva, costruttiva e propositiva. Su questo deve riflettere la Lega Pro, e li invito a farlo».

Ghirelli: «La Juventus si è rapportata alla nostra lega con rispetto e attenzione. Ci onora, sono l’unica squadra italiana ad averlo fatto e il merito le va riconosciuto. Dobbiamo ragionare a sistema sul nostro calcio. Quello di oggi è stato un giorno di confronto importante».

LE ALTRE SQUADRE – Agnelli: «Interesse è rimasto intatto. Lo scorso anno si è partiti tardissimo, per la Juve va dato grandissimo merito a Cherubini per la rosa costruita. Sono certo che l’interesse delle altre società verrà rinnovato, fondamentale che il sistema calcio permetta l’ingresso di altre squadre per raccoglierne i frutti fra qualche anno»

PERCORSO IRREVERSIBILE PER LA JUVE – Agnelli: «Abbiamo inserito questa squadra in un sistema di promozioni e retrocessioni. Questo è un progetto che noi consideriamo molto importante»

Gravina: «Questa è un’anticipazione del progetto seconde squadre, andranno limati al meglio i dettagli. La Juve è l’unica ad averne una e ha fatto con coraggio un salto nel buio. Deve diventare un modello, ora presenta ancora delle lacune e dei limiti che vanno aggiustati».

UNDER 23 – Gravina: «Questo limite d’età è stato sottoposto come perfezionamento all’interno di un campionato di Lega Pro decisamente più competitivo di quello Primavera. La scelta non l’ho fatta io, l’ho subìta. Dovremo lavorare anche in quest’ordine per trovare la soluzione migliore».

Agnelli: «Cherubini si è assunto le responsabilità di questa scelta. Già oggi però il punto di partenza sono i selezionati in UEFA per l’Under 21 a cui si devono aggiungere i ragazzi della Primavera».

PERCORSO DEMOGRAFICO – Ghirelli: «La cosa più interessante di oggi è che ognuno ha cercato di leggere il proprio interesse in un’ottica generale.»

Gravina: «Il mio riferimento nasce all’interno del settore giovanile scolastico. I nostri giovani sono tra i 360.000 e i 400.000. Solo uno su 5000 però diventa professionista. Il nostro mondo è ispirato ad una filosofia legata al gioco, sul 1.400.000 circa 400.00 sono giovani. Non sembrano esserci criticità».

GIUDIZIO SULL’AJAX – Agnelli: «Pensando all’evoluzione del calcio, una volta la differenza la facevano le metropoli. Col passare del tempo i mercati con l’ingresso dei diritti televisivi. L’Ajax ha fatto una grandissima scuola: anche in un mercato che non ha accesso a risorse economiche, si possono avere squadre competitive a livello internazionale. Sistema deve convergere a politiche sportive condivise. L’Ajax oggi è ai quarti di finale di Champions League, ma l’abbiamo visto in finale di Europa League due anni fa».

TEMPISTICHE – Gravina: «Spero siano brevi, bisogna predisporre una documentazione e dei criteri che consentano comunque di dare priorità alle seconde squadre. Se vogliamo dare continuità inutile parlare di alternanze e ripresentare tensioni estive. Guardiamo in faccia alla realtà, parte un progetto, investiamoci e portiamolo avanti fino in fondo, senza minare soggetti che hanno i loro diritti. Sono criteri che determineranno una selezione naturale perché non si può più pensare che ci siano nei prossimi mesi ulteriori lacerazioni. Perché quando esce il Pro Piacenza o il caso Matera è anche un problema del mondo del calcio, che è di tutti. Ci saranno controlli più incisivi perché abbiamo bisogno di monitorare costantemente e non solo all’iscrizione».