Conferenza stampa Sarri: «Grandi stimoli per il Milan nel giocare contro la Juve»

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Maurizio Sarri interviene in conferenza stampa per presentare il match tra Milan e Juve in Coppa Italia. Le sue parole

Grande attesa in casa Juve per l’andata dei quarti di finale di Coppa Italia, che si disputerà contro il Milan. I bianconeri scenderanno in campo giovedì sera a San Siro: alla vigilia del match, Maurizio Sarri ha presentato la sfida in conferenza stampa.

Il tecnico bianconero ha parlato alle 13:45 di mercoledì, come di consueto dalla sala stampa dell’Allianz Stadium. Dopo la conferenza e l’allenamento, la squadra partirà per Milano.

INCONTRO CON AGNELLI – «Questa cena si doveva fare dopo la Fiorentina, poi è stata rimandata. Il presidente lo vedo spesso, a cena mi dice che vuole farmi conoscere i migliori ristoranti di Torino. Lui mi parla della globalità non della singola partita. Era qualcosa già programmato».

SENTIRSI SOTTO ESAME – «Se non avessi voluto essere sotto esame avrei fatto domanda alle poste. Questo è un lavoro fatto così, soprattutto alla Juve. Mi sembra tutto nella normalità: ci sono delle ripercussioni dopo un risultato negativo. Siamo arrivati a febbraio in corsa in tutte le manifestazioni a cui partecipiamo. Se si parla di linea generale, lo siamo con gli obiettivi iniziali».

PROBLEMI DI TESTA – «In certe situazioni ci perdiamo un pochino. Non è di facile individuazione e risoluzione, quindi vogliamo rimediare perché esce fuori quando siamo in vantaggio. Il Milan negli ultimi tempi è migliorato come rendimento e risultati, viene da un derby perso e giocato bene quindi sarà una partita complicata. Giocheremo in uno stadio pieno, stimolato dal giocare contro la Juve».

LEADER – «Se uno mi chiede ‘Ci sono dei leader che possono aiutarti? Io rispondo ‘Spero che qualcuno mi dia una mano’. Era un inciso più ampio ad una domanda ben precisa. Loro stanno dando sempre sostegno, perché questa squadra si allena bene, con intensità e applicazione. A volte, di fronte alla prestazione negativa, rimani sorpreso perché non è in relazione con l’allenamento».

AMBIENTE JUVE – «Qui si lavora bene, per struttura, organizzazione societaria, rapporti interpersonali con dirigenza e giocatori. Il pubblico è diverso per ritualità, perché lo vivi meno a Torino ma più nel complesso nazionale e internazionale. È un ambiente che mi fa lavorare bene, con rapporti diretti con tutti».

INFORTUNIO DOUGLAS COSTA – «Trequartista? Vediamo. Abbiamo una rosa ampia, che ha sempre portato i vari allenatori ad utilizzare più moduli. Anche noi siamo pronti, con la possibilità di tornare al trequartista».

PJANIC – «Sinceramente provarlo da mezzala no, perché ha poche accelerazioni. Può fare il trequartista, anche se per me il meglio può darlo nel ruolo in cui gioca. Ha fatto bene all’inizio, facendo poi peggio qualche partita. Fatica a tornare ai suoi livelli ma lo metto in un piccolo calo normale. Tra 15 giorni tornerà determinante».

MOTIVAZIONI – «La sconfitta con la Lazio non ha tolto sicurezza, a differenza del ko in Supercoppa seguito poi da un gennaio importante. Non vedo connessioni».

REAZIONE – «In allenamento la squadra ha fatto bene dopo Verona, anche se poi c’è da suddividere perché a volte facciamo una brutta partita dopo una serie di buoni allenamenti».

CRISTIANO RONALDO – «Turnover in vista della Champions? Questo vediamo… Ho parlato con lui e mi ha detto che sta bene in questo momento. Se è stanco ha detto che me lo dice, ma valutiamo di partita in partita».

MESSI ALLA JUVE – «Messi è un giocatore di risonanza mondiale tesserato per il Barcellona. Non mi sembra una risposta appropriata, perché se fossi il presidente del Barcellona direi: ‘Che c***o vuole questo Sarri?’».

CHIELLINI – «Ha fatto bene in una partita contro i dilettanti giocando insieme ai nostri giovani. La strada sembra buona».

RAMSEY – «Il calcio è inglese è diverso, perché vanno più a briglia sciolta senza parlare di tattica. Veniva da un infortunio grave: è in crescita a livello di condizione fisica e di convinzione di potersi inserire con facilità dopo l’esperienza nel nostro calcio».

CONDIZIONE FISICA – «A livello fisico con il Verona c’era una diversa aggressività, quindi non c’era poi grande differenza a livello numerico. Dopo la partita abbiamo parlato di livello mentale non di condizione fisica».

BENTANCUR – «Quando si parla di un errore si parla di questo, perché a volte può costarti qualcosa. Deve rimanere circoscritto ad una singola azione: gli è stato detto perché abbiamo perso una palla sanguinosa in un momento di facile controllo. È un errore di leggerezza, anche se bisogna capire come ha vissuto la situazione il giocatore. Deve rimanere circoscritto in ciò che è, un errore».

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