Conferenza stampa Sarri: «Partita difficile da giocare ad alto livello»

© foto www.imagephotoagency.it

Conferenza stampa Sarri: le parole del tecnico alla vigilia di Napoli Juve, valida per la 21ª giornata di Serie A

Domenica sera, la Juve sfiderà il Napoli nella 21ª giornata del campionato di Serie A. Azzurri reduci dal successo in Coppa Italia con la Lazio ma leoni feriti dal cammino in campionato, bianconeri che hanno superato Parma e Roma nelle ultime due partite.

Nel giorno di vigilia, sabato 25 gennaio, Maurizio Sarri parla in conferenza stampa all’Allianz Stadium.

RITORNO A NAPOLI – «Per me è una partita particolare. Ma è chiaro che non bisogna correre il rischio di spendere energie per un aspetto personale. L’obiettivo collettivo è quello di giocare ad alto livello per fare punti. La partita è difficile e complicata».

ALLENARE DI NUOVO IL NAPOLI – «In questo momento non ho di questi pensieri. Magari dopo la Juventus potrei anche smettere. Dipende quante energie avrò dopo la Juve e se penserò di poter fare ancora bene».

BENTANCUR – «Il giocatore più forte dal punto di vista degli inserimenti è Khedira. Bentancur sta iniziando a farlo, ha margine di miglioramento. Infatti perora ha segnato pochissimo. Ci dà equilibrio perché ha grande dinamismo. È un giovane che sta crescendo a dismisura. Per noi è un giocatore estremamente importante perché ci permette di giocare in tutti i modi. È un giocatore serio».

HIGUAIN – «Ritorno al San Paolo? Non guardo questi aspetti, troppe sfaccettature. Se gioca è perché viene da una partita straordinaria, se non gioca sarà per altri motivi. Ma sono valutazioni prettamente tattiche».

NAPOLI – «Con Demme tornano ad avere un punto di riferimento a centrocampo per vie centrali. Il Napoli è una squadra forte e pericolosa. La loro classifica è strana: sono primi in molte statistiche. Hanno una classifica che non corrisponde a quello che stanno facendo. Sono destinati a risollevarsi velocemente in classifica. Vengono da una vittoria importante e so che motivazioni avranno in questa partita».

FISCHI – «Li considererei una dimostrazione di affetto. Io ero lì quando la Juventus ha pagato la clausola di Higuain e posso dire che in quel caso i fischi erano ingiusti»

DE SCIGLIO-KURZAWA – «Non ne ho idea, il direttore mi ha detto che è solo un’ipotesi. Kurzawa lo conosco anche relativamente, ho visto solo qualche partita. Ma una cosa è guardarlo mentre ceni in famiglia, una cosa è pensare di averlo in squadra».

ERIKSEN – «Sicuramente è un giocatore di grande levatura. Da qui a pensare che possa cambiare l’equilibrio di un campionato è un passo successivo. L’obiettivo nostro è quello di rendere al 100% delle nostre possibilità. Dobbiamo concentrarci su di noi sapendo di essere competitivi».

FUTURO – «La pressione è un falso mito, ce la poniamo autonomamente. Se uno sta dietro a questo circo diventa matto. Non ho pressione esterna. Bisogna vedere che energia ti rimane, in questo momento io ho stimoli ma non so se tra due anni alla scadenza del contratto sarò lo stesso. Se mi accorgo di avere meno motivazioni è giusto anche che smetta. Poi ci sta che perda colpi tra due anni e decida di continuare facendo una cazz***».

NAPOLI DI GATTUSO – «Sta cambiando. Gli arrivi dei due centrocampisti ti fa capire che vogliono giocare in maniera diversa anche dal punto di vista del modulo e dell’impostazione. Gattuso sta lavorando per dare solidità, la qualità offensiva ce l’hanno di loro».

MODELLO – «È difficile dirlo. Accumuli esperienze su esperienze e l’evoluzione ti porta a pensare che sia tutta roba tua ma magari all’inizio c’è una forte influenza. Così non te lo so dire, ho imparato da molti ma non ho consapevolmente un’influenza diretta così forte».