Conferenza stampa Sarri pre Juve-Lecce: «Giochiamo senza presunzione»

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Conferenza stampa Sarri pre Juve-Lecce: le dichiarazioni del tecnico bianconero alla vigilia del match dello Stadium

Juve-Lecce diventa sfida cruciale per il cammino della Juventus verso il nono scudetto di fila. Dopo una 27esima giornata che ha regalato ai bianconeri la mini-fuga sulla Lazio, la squadra di Maurizio Sarri ha la possibilità di portarsi momentaneamente a +7 sui biancocelesti.

Nel giorno di vigilia Sarri ha parla in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti accreditati presso la sala stampa dell’Allianz Stadium.

LECCE – «Le partite sono tutte difficili. In questo periodo c’è una condizione fisica non ottimale e ci sono gare ravvicinate. Dobbiamo essere bravi nell’approccio, senza essere superficiali e presuntuosi. Il Lecce gioca a calcio e ha fatto meglio in trasferta che in casa. Dobbiamo averne massimo rispetto e sapere che il risultato è da conquistare».

PJANIC – «Non conosco la situazione, ma ci facciamo pieno affidamento in questo momento. Il ragazzo sta uscendo da un momento delicato con prestazioni in crescendo».

MATUIDI  TERZINO – «Per quanto riguarda il difensore l’altra volta abbiamo utilizzato questa soluzione: oggi ne proveremo un paio compresa questa e decideremo».

CRESCITA – «Cosa mi è piaciuto col Bologna? L’approccio al secondo tempo, volevamo chiuderla anche col doppio vantaggio. Nei 20 minuti finali abbiamo lottato dal punto di vista difensivo, ma come mentalità mi sarebbe piaciuto avessimo palleggiato nella loro metà campo».

ARTHUR – «È un giocatore del Barcellona. Mi sembrerebbe brutto parlarne. Non mi è piaciuto quando Setien ha parlato di Pjanic che è un mio giocatore. Per questo non parlo di Arthur».

HIGUAIN E RAMSEY – «Ieri Higuain si è allenato con la squadra. Possiamo spenderlo per uno spezzone, iniziale o finale. Lo stesso Ramsey. È chiaro che la percezione temporale che abbiamo giocando così spesso è alterata. Lui sta salendo, lo valuteremo anche oggi».

BERNARDESCHI – «Il problema glielo abbiamo prorogato, impiegandolo in più ruoli. È una sua caratteristica che fa comodo a club e allenatori, a lui meno. Ma il giocatore è forte, ha qualità tecniche e fisiche. Deve trovare stabilità nel rendimento. Deve maturare definitivamente come calciatore, ma non ho mai avuto dubbi sulle sue qualità. Resto dell’idea che possa diventare un grande interno per la sua capacità di accelerare con continuità. Ma può fare bene anche da esterno, che è il ruolo che può garantirgli anche la Nazionale».

CONFRONTO CON GLI ATTACCANTI – «È normale, assolutamente. Se vuoi coinvolgere pienamente i calciatori è giusto confrontarti. Si può ascoltare tutto quello che è ragionevole, e ignorare quello che non lo è. La decisione finale è la mia. Ma renderli partecipi è normale, l’ho sempre fatto anche altrove. E lo fanno anche gli altri allenatori. La decisione finale spetta sempre allo staff».

CORSA SCUDETTO – «L’Inter non l’ho vista, ho visto uno spezzone della Lazio. Mi sono dimenticato la seconda parte della domanda per l’età (ride ndr). Dobbiamo guardare ai nostri risultati, alle nostre prestazioni. In questo momento non abbiamo un vantaggio sostanzioso, basta vedere la classifica di 11 giornate fa. Ci sono 33 punti in palio e noi dobbiamo avere la mentalità di portare a casa punti in tutte le partite. Non servono conti e tabelle».

ASPETTO MENTALE – «Ho sempre visto le gambe a disposizione del cervello e non il contrario. L’aspetto mentale è fondamentale. La condizione fisica non è ottimale per nessuno. Partita dopo partita si può crescere, ma fino a un certo punto. Ti ritroverai a giocare partite importanti e luglio e ad agosto, e le condizioni climatiche non ti permetteranno di giocare ad alti ritmi. Le motivazioni ora fanno la differenza».

FAR GIOCARE RAGAZZI UNDER 23 – «Vediamo se ce n’è la necessità, può darsi. Questi ragazzi sono stati molto utili in allenamento, hanno portato entusiasmo e non hanno fatto decadere il livello. Qualcuno secondo me è quasi pronto, avrebbe solo bisogno di un po’ di Serie A. Soprattutto uno, ma non vi dirò mai il nome».

COME STA HIGUAIN – «È un sensibile, tutto quello che gli è successo a livello personale e globale l’ha disturbato molto. Le sue condizioni familiari e quelle del mondo l’hanno toccato. Lui al momento del rientro non pensava nemmeno che fosse giusto ricominciare. Sopra ci ha messo anche questo infortunio su una vecchia cicatrice. Quando ha iniziato a star meglio ha ritrovato anche la voglia di inizio stagione, potrebbe essere importante perché il giocatore è importante. Ha segnato meno gol, ma ha fatto un’ottima stagione».

CESSIONE PJANIC – «Pjanic dal punto di vista tecnico non è in discussione. Non so se sarà ceduto, ma non ho avuto comunicazioni dalla società. Per il momento non esiste questa storia. È forte, ha avuto un momento difficile. Il calo di rendimento l’ha messo in sofferenza da un punto di vista mentale. La discussione con lui è stata proprio su questo: deve essere umile ma consapevole della propria forza. Non si può preoccupare se sbaglia una partita o due, deve reagire molto velocemente senza farsi grandi problemi. Io sono contento di Miro e sicuro che in quel ruolo ha ancora ampi margini di miglioramento».

JUVENTUS WOMEN – «Mi sembra giusto che lo scudetto, visto l’andamento del campionato e quello che è successo, sia stato assegnato. Una squadra che ha vinto, meritatamente. C’è solo da fare i complimenti alle ragazze, a Stefano Braghin, a Rita Guarino che ha fatto questo percorso».