Conte, che frecciata: «Nella mia Juve vigeva una politica di austerità»

antonio conte
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Con l’apertura della sessione di calciomercato, l’attuale tecnico del Chelsea ha punzecchiato le decisioni societarie di qualche anno fa

Antonio Conte è stato l’uomo della rinascita. Senza di lui, molto probabilmente, la Juventus non sarebbe riuscita a risorgere in così poco tempo nell’era post Calciopoli e dopo aver collezionato due settimi posti consecutivi: con l’arrivo dell’allenatore pugliese sulla panchina bianconera, invece, le cose sono radicalmente cambiate e lo scudetto conquistato nel 2011/2012 rimane tuttora uno dei ricordi più belli della storia juventina.

L’INASPETTATO ADDIO – Ciò che accadde nell’estate 2014, tuttavia, è un qualcosa che gran parte dei tifosi bianconeri non gli ha ancora perdonato. Nel bel mezzo del ritiro estivo, infatti, l’attuale tecnico del Chelsea comunicò la rescissione consensuale del contratto che lo legava alla Signora, decisione che, a posteriori, si capì che era legata alle divergenze riguardanti il calciomercato con la società ed in particolare con il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Ieri, in un’intervista rilasciata a Sky Sport, l’allenatore dei Blues è tornato a punzecchiare il club bianconero in virtù delle vicende risalenti a quella tormentata estate: «Da quando faccio l’allenatore – ha sottolineato Antonio Conte – le mie richieste non sono mai state esose, anche se raramente sono stato accontentato: nelle società in cui ho lavorato vigeva la politica di austerità e pertanto difficilmente ho avuto i giocatori che volevo».