Cuadrado: «Scappare dai momenti difficili per migliorare» – VIDEO

Il laterale colombiano della Juventus Juan Cuadrado ha risposto alle domande dei piccoli reporter bianconeri

Giornata particolare quella di Juan Cuadrado. Il colombiano ha risposto alle domande dei piccoli intervistatori che si trovavano nella sala conferenza stampa dell’Allianz Stadium. Ecco i passaggi più interessanti dell’intervista.

SPEEDY – «Prima di una partita ascolto salsa e un po’ reggaeton, però più salsa. Hanno dei ritmi che mi piacciono. Io come Speedy Gonzales perché scappa? Credo che nella vita ci sono momenti difficili e momenti belli, ma quando ci sono momenti difficili devi riuscire a scappare per diventare sempre migliore».

CALCIO – «Quando siamo nelle pance delle nostre mamme abbiamo già un dono, sta a noi allenarsi per raggiungere quello che pensi di essere e sfruttare quel dono che ti ha dato Dio. Il calcio è bellissimo, attraverso il calcio impari il rispetto degli avversari e aiutarsi sempre. Non è facile fare il calciatore. Quando ero più piccolo sono stato cacciato da tante squadre perché ero troppo magro, ma non mi sono tirato indietro, ho continuato a credere nel mio sogno e ce l’ho messa tutta per farlo diventare una realtà. E si è avverato quando ho debuttato in Colombia come professionista. In quel momento ho vissuto l’emozione più grande della mia carriera. Cosa farò a fine carriera? Ancora non lo so, ma il mio pensiero è sempre stare vicino ai bambini della mia fondazione in Colombia, essere al loro fianco aiutandoli a crescere e diventare persone adulte».

FAMIGLIA – «Sono fortunato, la cosa più bella che ho è la mia famiglia, cerco sempre di prendere tempo per stare con loro, è la cosa più meravigliosa che si può avere dalla vita. Purtroppo manca il tempo per stare con la famiglia, perché si viaggia molto, si è spesso in ritiro. Mi mancano i nonni, gli zii, i cugini. I primi due anni in Italia li ho vissuti da solo, poi ho portato mia mamma e mia sorella e sono rimaste con me, oltre a mia moglie e mia figlia e al piccolo Lucas, che sta arrivando. Anche quando gioco penso spesso a mia mamma, perché senza di lei non sarei riuscito a diventare quello che sono oggi. Penso molto anche a Dio e prima di ogni partita prego per avere il suo aiuto. Io sono un privilegiato e lo ringrazio per tutto quanto ricevo dalla vita».

IDOLO – «Mi è sempre piaciuto Ronaldinho, quando ero piccolo guardavo sempre i suoi video. Non ho potuto mai giocare contro di lui, ma mi è sempre piaciuta la sua allegria e il suo modo di giocare diverso».