Cuadrado senatore Juve in campo e nello spogliatoio. Ora è «ufficiale»

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Cuadrado eletto senatore Juve in campo e nello spogliatoio: ora è anche «ufficiale». La nomina è arrivata nella gara con lo Spezia

Tra le note liete della primissima parte di stagione della Juventus di Andrea Pirlo, il nome ed il cognome di Juan Cuadrado. L’esterno colombiano, ormai dichiaratamente terzino e non ala (per semplificarla), è garanzia assoluta e punto di riferimento in campo e nello spogliatoio bianconero. Riconosciuto come leader ormai anche dalla tifoseria, quella che oggi si fa sentire sui social e non allo stadio, Cuadrado si è guadagnato con i fatti i galloni da senatore.

Cuadrado senatore: genesi e centralità tecnico-tattica

Per comprendere la genesi del Cuadrado senatore bisogna risalire alle origini della sua esperienza alla Juventus. Tornato al Chelsea dopo aver vissuto la sua prima stagione bianconera in prestito, il colombiano fece di tutto per sbarcare nuovamente a Torino. E alla fine ci riuscì. Era fine agosto 2016 e a trasferimento formalizzato il colombiano twittava entusiasta: «Grazie a Dio torno a casa mia e insieme ai miei compagni andremo alla conquista di tutto». Parole che denotavano già allora uno spiccato senso di appartenenza, consolidatosi negli anni, esattamente come la sua centralità nel progetto tecnico della Juve. Prima esterno alto, poi abbassato da Allegri nel ruolo di terzino (posizione da lui ricoperta anche in passato), Juan ha sempre trovato grande continuità di rendimento. L’ultima stagione da laterale basso con Sarri è stata probabilmente la migliore per costanza e qualità da quando è in Italia. Anche l’inizio del corso Pirlo promette bene: 9 presenze e 3 assist sin qui per uno degli irrinunciabili del neo tecnico. La maturità tecnico-tattica raggiunta permette all’ormai 32enne di gestire qualsiasi situazione e mansione con l’impressionante naturalezza di chi si sente a suo agio in campo.

Cuadrado senatore: dimostrazioni e riconoscimenti

Ma l’importanza di Cuadrado, come precedentemente accennato, non si evince solo da come si comporta sul terreno di gioco. Il colombiano è infatti diventato punto di riferimento e presenza positiva all’interno dello spogliatoio bianconero. È lui il fondatore e il capostipite dei così detti “Panitas“, l’allegro e compatto gruppetto sudamericano della Continassa che tanto bene si relaziona con lo zoccolo duro italiano e che continua a rappresentare uno dei punti di forza della squadra bianconera. Col passare degli anni (siamo al suo sesto di Juventus) è cresciuta anche la leadership di Cuadrado, pronto a mettere la faccia davanti alle telecamere ed a lanciare messaggi ottimistici e forti anche nei momenti più complicati, per ultimo il pareggio beffa con la Lazio. In molti hanno poi dimenticato la rinuncia di ormai tre estati fa al numero 7: un piccolo gesto, proprio di chi ha rispetto dei ruoli e delle dinamiche societarie, necessario per il perfezionamento mediatico del colpo Cristiano Ronaldo. La gratifica più importante e concreta da parte del club è arrivata lo scorso novembre: rinnovo fino al 2022 e ritocco dell’ingaggio da 3,5 a 5 milioni netti a stagione. Un prolungamento fortemente voluto da ambo le parti che ha reso Juan potenzialmente bianconero a vita. Dal punto di vista simbolico è forse altrettanto importante quella fascia da capitano consegnatagli per qualche minuto durante l’ultimo Spezia-Juventus. Quasi a ufficializzare e a certificare, per mandato dello stesso spogliatoio, uno “status” ormai abbondantemente meritato: quello di senatore.

 

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A volte si vince e a volte si impara Aveces se gana y aveces se aprende. 🙏🏾Dios 🙏🏾 al mando #forzajuve #finoallafine 🏳️🏴

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