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Cucchi: «La Juve si riprenderà, Allegri ha un obiettivo» – ESCLUSIVA

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Cucchi: «La Juve si riprenderà, Allegri ha un obiettivo». Il noto giornalista sportivo parla a Juventusnews24 – ESCLUSIVA

Riccardo Cucchi, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto e noto giornalista sportivo, parla in esclusiva ai microfoni di Juventusnews24 per analizzare la situazione della Juve dopo la brutta partenza stagionale.

Da Allegri al mercato e molto altro ancora: tutte le dichiarazioni.

Giusto confermare Allegri e dargli fiducia nonostante l’inizio molto complicato della Juventus?

«La Juventus nel momento in cui ha scelto Allegri per un  periodo lungo, con un contratto oneroso in termini economici, credo che abbia fatto una scelta convinta nel senso che per loro lui è l’uomo giusto per far ripartire la formazione bianconera. Non vedo all’orizzonte un rischio esonero di Allegri come qualcuno ha paventato anche sui quotidiani sportivi. Non è nemmeno nella società juventina che si verifichi un esonero in corsa. Certo è che la situazione non è positiva. La squadra non ha reso sul piano della qualità e dei punti. Ma credo anche che siamo soltanto all’inizio dei una stagione molto lunga e particolare, divisa in due parti. Per cui ci sono le possibilità che la Juve possa riprendersi, nel complesso ha tutte le caratteristiche per poter emergere».

Allegri è criticato per il non gioco della Juve: su cosa deve puntare per risollevare la squadra?

«Quello che non si deve chiedere alla Juve è che giochi un gioco alla Napoli di Sarri o alla Barcellona di Guardiola. Se si voleva una Juve bella e brillante dal punto di vista estetico, non si doveva richiamare Allegri. La sua caratteristica è la praticità e l’efficienza del gioco. Questo è l’obiettivo principale su cui punterà».

Per le le difficoltà paventate dalla Juve sono più di carattere fisico o di natura psicologica?

«Mi sembra difficile che possa trattarsi di un problema fisico. Penso sia impossibile che la preparazione atletica non sia adeguata a quelli che sono gli standard del campionato di Serie A e della Champions. Sono convinto che lo staff che aiuta Allegri sotto questo punto di vista sia all’altezza del compito. Io credo che il problema sia “mentale”. La Juventus nel corso degli anni ha perso quella sicurezza che spesso aveva caratterizzato le stagioni più vincenti. Credo stia mancando il “fino alla fine”, motto che i tifosi della Juve amano ripetere. Manca la capacità mentale di reggere l’urto di fronte alle difficoltà che si incontrano, si sta smarrendo la voglia di essere Juventus in campo per 90 minuti».

Quanto hanno pesato gli infortuni di Chiesa e Pogba per Allegri?

«La Juve è stata sfortunata. Ha perso anche Di Maria quasi subito e ora dovrà scontare una squalifica. E ha perso Pogba. Loro due erano gli acquisti di riferimento e i giocatori su cui aveva puntato nella campagna acquisti estiva. E soprattutto la Juve ha perso Chiesa per un periodo lunghissimo. Tutto questo ha pesato. Io provo a immaginare questa Juve con Chiesa, Pogba e Di Maria al massimo della condizione. Sono tre giocatori che possono cambiare il volto di una squadra».

Le note positive sono Miretti e Milik: si aspettava questo impatto da loro?

«Miretti è un giovane di vero talento e ha bisogno di fare quell’esperienza che si fa giocando. Ci vuole il coraggio che la Juve e Allegri hanno mostrato con lui per farlo giocare. E’ un calciatore di prospettiva. Per quanto riguarda Milik io credo che un’alternativa a Vlahovic ci voleva. Il polacco è entrato subito nel clima giusto, si è dimostrato un buon realizzatore e soprattutto un giocatore che può tornare utile in certi momenti. A condizione che questo non significhi “abbassare“ il giudizio su Vlahovic che per me rimane un grandissimo centravanti e un giocatore di livello assoluto. Forse finora non è stato messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio. Io credo che ci siano possibilità importanti con loro».

Bonucci sembra essersi rivitalizzato in Nazionale dopo essere finito anche lui nel vortice delle critiche. La cura azzurra funziona?  

«Credo che alcune critiche contro di lui siano state troppo severe. La coppia con Bremer, che considero un acquisto importante e spesso sottovalutato, può dare garanzie. Certo che il dato anagrafico pesa su Bonucci, ma sulla sua esperienza non si può dire nulla».

Un commento sulla vittoria dell’Italia?

«Buona prestazione degli azzurri, di carattere e temperamento considerando le tante assenze e i molti giovani a cui Mancini ha fatto ricorso. C’è l’amarezza ancora più forte, visto che ci stiamo avvicinando ai Mondiali, di essere stati eliminati. Ma pure la consapevolezza che questo lavoro di Mancini alla fine produrrà un risultato».

Dopo queste prime 7 gare di campionato, come vede la lotta scudetto 2022/2023?

«Sarà un campionato equilibratissimo, forse più dell’anno scorso. Spesso si dimentica o si tende a dimenticare che la Serie A sarà interrotta per 2 mesi che sono un tempo enorme, quasi come una pausa estiva. Per cui si giocherà un campionato fino al 13 novembre e un altro che ricomincerà il 4 gennaio. Questo comporterà tante variabili che non sono prevedibili in questo momento. Per cui quando si tornerà a giocare a gennaio probabilmente avremo un altro quadro tecnico. In questo senso bisogna dire che in questa prima fase Napoli e Milan non hanno dimostrato non solo di avere il gioco migliore, ma soprattutto un grande rendimento. L’Atalanta è stata sorprendente perché ha cambiato tantissimo, ma ha acquisito praticità e questo alla fine tornerà utile. Complimenti a Gasperini che ha saputo far cambiare pelle alla sua squadra rinunciando a giocatori importanti. Sono altrettanto convinto che Inter e Juventus rientreranno. E occhio alla Roma di Mourinho che può essere un’avversaria difficile per tutti».

Si ringrazia Riccardo Cucchi per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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