
David, svelato il piano di Simeone per rilanciarlo: sedute individuali per migliorare questo aspetto. La Juve spera che il lavoro del Cholo possa sortire lo stesso effetto che ha avuto su Nico
Con il consueto atteggiamento da minatore della panchina, Diego Simeone ha iniziato la sua profonda opera di recupero psicologico e tattico su Jonathan David. L’obiettivo dichiarato del tecnico dell’Atletico Madrid è chiaro: cancellare del tutto la deludente parentesi alla Juventus e ritrovare il prolifico realizzatore ammirato con la maglia del Lille. L’attaccante canadese si è trasferito in Spagna durante gli ultimi giorni del calciomercato estivo con la formula del prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a 25 milioni di euro. Per la dirigenza bianconera la speranza è che si ripeta una metamorfosi analoga a quella compiuta con Nico Gonzalez, rigenerato dal Cholo fino a diventare un leader carismatico, in modo da facilitare l’incasso del riscatto o una redditizia cessione la prossima estate.
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Il percorso d’integrazione nel mondo colchonero è iniziato con sedute individuali prolungate sulla finalizzazione e sui movimenti ad attaccare la linea difensiva avversaria. Ad agevolare il processo di ambientamento del canadese ci ha pensato anche Ademola Lookman, che lo ha preso sotto la propria ala protettiva sin dai primi esercizi al centro sportivo. Dopo aver saltato la prima convocazione contro l’Athletic Club di Bilbao a causa di un doloroso attacco cervicale accusato nella notte, l’esordio ufficiale è arrivato nel prestigioso palcoscenico della Champions League contro il Liverpool. Simeone lo ha gettato nella mischia al 73′ al posto di Alex Baena, con il punteggio parziale fermo sul 2-1 in favore dei Reds. Lo scrive Tuttosport.
L’idea tattica del tecnico argentino prevedeva di posizionarlo sulla trequarti, alle spalle della prima punta Julian Alvarez, per garantire peso offensivo, raccordo tra le linee e ripartenze veloci oltre la difesa. Nei 17 minuti disputati ad Anfield, tuttavia, l’impatto dell’ex bianconero è stato decisamente opaco: nessun tiro verso la porta, zero palloni giocati nell’area di rigore avversaria e appena nove tocchi complessivi (con sette passaggi riusciti su sette), limitandosi a qualche generoso ripiegamento difensivo sulla corsia destra. Una prestazione nel complesso anonima, che rappresenta comunque soltanto il primo timido colpo di piccone all’interno di un cantiere appena aperto.