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Settore Giovanile

Del Favero, dal Borgaro alla Juve con Allegri

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Lazio-Juve, Allegri convoca come terzo portiere Mattia Del Favero il portiere classe ’98 che era ritornato in campo appena pochi giorni fa

Allegri lo annuncia prima in conferenza stampa: «Domani Pinsoglio non ci sarà, ha rimediato una botta alla mano in allenamento». Nessuna convocazione dunque per il terzo portiere bianconero (dietro a Buffon e Szczesny). Poi arriva la lista ufficiale e c’è la sorpresa: convocato dalla Primavera Mattia Del Favero.

Il giovane portiere classe ’98 era appena rientrato dall’infortunio dopo quattro mesi di stop. Tutto per colpa dell’operazione alla spalla che lo aveva inchiodato fuori dal terreno di gioco per tutto questo tempo. Dopo la scorsa stagione da protagonista con Grosso in Primavera quest’anno lo aveva sostituito fra i pali Loria. Poi mercoledì il ritorno in campo per 90′ nell’amichevole giocata contro il Borgaro. «Che emozione indossare questa maglia dopo così tanto tempo» scrive Mattia su Instagram. Non sapeva ancora che appena due giorni dopo sarebbe arrivata addirittura la convocazione in prima squadra per la trasferta contro la Lazio.

https://www.instagram.com/p/BfvwZsBDRok/?taken-by=delfavero_mattia

Titolare in Primavera, poi il crack alla spalla

Un’arma in più sicuramente per il prosieguo di campionato della Primavera di Dal Canto. Pure i giovani bianconeri sono impegnati nel week-end sempre contro la Lazio, ma a questo punto Del Favero giocoforza non ci sarà. Resta da capire come si evolverà il dualismo con Loria. L’infortunio alla spalla aveva infatti fatto scomparire Mattia dai radar, ma ora è tutto diverso.

A inizio stagione tecnicamente Del Favero era l’uomo designato per fare da titolare. Ma in totale finora solo cinque presenze (prima del crack): 3 in campionato e 2 in Youth League. Troppo poco per uno che il prossimo anno quasi sicuramente sarà destinato al grande salto nel mondo del professionismo. Intanto potrà già farsi le ossa con due mostri sacri come Buffon e Szczesny. Poi si vedrà. All’Olimpico in ogni caso ci sarà anche lui.

 

Giornalista e telecronista. Ma mi basta un pallone, magari due porte e una storia da raccontare. Perché il calcio alla fine non è come la vita. È più bello.

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