Di Napoli: «Chiellini è la colonna portante della Juve. Pecchia e Zauli…» – ESCLUSIVA

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© foto www.imagephotoagency.it

Arturo Di Napoli, ex attaccante, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventus News 24. Le sue dichiarazioni

Una lunga carriera trascorsa sul rettangolo verde per Arturo Di Napoli. Di professione attaccante, Re Artù ha vestito maglie prestigiose nel percorso nel campionato italiano: dal Napoli all’Inter, passando per Vicenza, Empoli, Palermo e Messina. Con il gol nel sangue, Di Napoli ha fatto gioire milioni di tifosi, prima di appendere gli scarpini al chiodo ed iniziare una nuova vita: quella di allenatore. L’ex calciatore ha parlato in esclusiva a Juventus News 24, delineando tappa per tappa compagni di squadra, allenatori, avversari legati indissolubilmente alla Vecchia Signora.

Dal 1995 al 1997 hai condiviso lo spogliatoio a Napoli con Fabio Pecchia, attuale allenatore della Juventus U23. Ricordi qualche aneddoto particolare nello spogliatoio?

«Lui per me era ‘avvocato’: lo chiamavo così perché all’epoca si stava laureando e quindi per me era questo il suo soprannome. Nonostante la sua giovane età, aveva già una grande considerazione nell’ambiente. Si allenava a mille, era molto scrupoloso, faceva grandi sacrifici. Un professionista esemplare. Era un giocatore di spessore, quindi era già un mezzo allenatore anche quando faceva il calciatore. Racconto questo aneddoto su di lui: indossava il numero 41 nella sua esperienza a Siena e, nel tunnel del sottopassaggio prima dell’ingresso in campo, mi venne incontro e mi disse: ‘Da avvocato proprio il 41 bis mi potevo prendere…’. Questo era il mio rapporto con Fabio».

Da un allenatore ad un altro, perché nel 1997/1998 a Vicenza e nel 2002/2003 a Palermo sei stato compagno di squadra di Lamberto Zauli. Quale momento significativo ricordi con il tecnico della Juve Primavera e quale capacità ammiri di più di Zauli allenatore?

«A Vicenza abbiamo vissuto un’annata strepitosa, a Palermo anche perché per pochissimo non riuscimmo ad ottenere subito la promozione. Allo stesso tempo, però, per lui ci fu un brutto infortunio. Zauli è uno dei giocatori più simpatici che ho mai conosciuto. Vivevamo insieme in una grande casa, formata da piccoli appartamenti. Anche di Lamberto ho un grandissimo ricordo. Lo seguo in questa sua esperienza alla Juve: gioca un calcio propositivo, come ad Empoli. È un allenatore preparato, con tanti concetti importanti e fa giocare bene le sue squadre. Non è mai facile ottenere risultati attraverso il bel gioco ma lui è uno di questi».

Il 1998/1999 è stato l’anno di Empoli insieme a Giovanni Martusciello Quale apporto è in grado di dare alla Juve il vice di Maurizio Sarri?

«Lui ha grande tecnica: l’esperienza ad Empoli è stata importante per la sua carriera. Può essere una grande spalla per qualsiasi allenatore, visto che è molto bravo a mantenere i rapporti interpersonali. È una persona duttile all’interno dello staff di Sarri».

Capitolo Messina. Dal 2003 al 2007 hai vissuto momenti importanti con Marco Storari. Che figura è all’interno dello spogliatoio?

«Marco è venuto a trovarmi anche a Cologno, ho un bellissimo rapporto con lui. Ha un grande temperamento e senso di appartenenza: quello che ha lo mette a disposizione dei suoi compagni. È un ragazzo di grande spessore e spero possa ancora contribuire nel mondo del calcio. Allenatore? Lui ha un grandissimo rapporto con la famiglia Agnelli. Può dare molto, e puoi fare affidamento sulla sua serietà. Spero che possa avere spazio anche lui alla Juve magari…».

Di generazione in generazione, perché da Igor Zaniolo (tuo compagno al Messina) passiamo al figlio Nicolò. Lo vedresti bene alla Juve in ottica futura?

«Credo che Nicolò sia molto più forte di suo papà, spero non si offenda (ride ndr). Scherzi a parte, parliamo di un talento assolutamente da attenzionare, da proteggere. Io lo vedrei benissimo alla Juve, perché può diventare un calciatore importantissimo per qualsiasi società».

Il 13 ottobre 2005, in un Juve Messina 1-0, hai assistito all’esordio di Giorgio Chiellini in bianconero. Che impressione ti aveva fatto all’inizio? Cosa ti ha più colpito di lui in questi anni?

«Ho avuto anche il piacere e onore di conoscerlo. A livello umano ha un cuore pazzesco. È stato la colonna portante dei successi della Juve, un pilastro insieme a tutta la difesa. Mi ha stupito per personalità, qualità, perché quando non giocava si sentiva. Spero possa continuare ancora per qualche anno: sarebbe un bene per la Juve e per il calcio, visto che è uno dei difensori più forti e l’ha dimostrato».

Si ringrazia Arturo Di Napoli per la cortesia e la disponibilità mostrate in questa intervista

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