Difficoltà nel pressing, Douglas Costa svolta la gara: l’analisi tattica

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Difficoltà nel pressing, Douglas Costa svolta la gara: l’analisi tattica della sfida Juve Milan, valida per la dodicesima giornata di Serie A

La Juve ha superato il Milan nella dodicesima giornata di Serie A. All’Allianz Stadium, è stata una perla di Paulo Dybala a regalare i tre punti alla squadra di Maurizio Sarri. Ecco tre spunti tattici del match tra bianconeri e rossoneri.

Difficoltà a pressare in avanti

Per tutto il primo tempo, Sarri si è lamentato dell’inefficacia del pressing offensivo della squadra, con la Juve che non riusciva a difendere in avanti. Il Milan costruiva in modo pulito dal basso, risalendo palla a terra troppo facilmente. In particolare, erano le mezzali bianconere a soffrire, soprattutto quando i rossoneri allargavano sui terzini. Bentancur e Matuidi erano attratti dagli interni del Milan, dovevano però poi defilarsi quando i laterali ricevevano palla. Bentancur era così in inferiorità numerica contro Krunic e Theo Hernandez, col Milan che ha ben eluso la pressione avversaria.

Il Milan fa girare bene palla

Difendendosi col rombo, la Juventus deve cercare di schiacciarsi il meno possibile, poiché col 4312 è problematico coprire bene l’ampiezza. Il Milan ha ben approfittato delle lacune rivali: consolidando il possesso e schiacciando l’avversario, è riuscito a far girare palla velocemente da un lato all’altro del campo, coi bianconeri esposti sul lato debole. Giusto per fare un esempio, così è arrivata l’occasionissima di Piatek. Non essere riusciti a difendere in avanti ha quindi creato problemi alla Juve.

Con Douglas Costa aumenta la qualità

Si può dire che Sarri abbia sostituito i peggiori in campo. Se Ronaldo si trova semplicemente in un momento negativo, Matuidi e Bernardeschi hanno commesso parecchi errori tecnici negli ultimi metri, nonostante i buoni smarcamenti. Non è un caso che la Juve abbia confezionato il gol della vittoria grazie a Costa e Dybala (senza dimenticare Higuain), visto che la qualità in avanti è aumentata drasticamente nell’ultima parte di gara. Il brasiliano è il profilo che sta provocando il salto di livello della squadra nella manovra offensiva, è la principale fonte di gioco negli ultimi metri. Se all’inizio agiva soprattutto da trequartista, col passare dei minuti ha svariato sempre di più, defilandosi maggiormente (e l’azione del gol nasce da una sua ricezione a sinistra). Il gol è poi un vero manifesto del sarriball, con un insistito palleggio interno e i 3 attaccanti vicinissimi tra di loro.