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Gambelli: «Juve, il tonfo è clamoroso. Serve Pogba» – ESCLUSIVA

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Lo scrittore Riccardo Gambelli, grande tifoso della Juve, ha parlato a tutto tondo dei bianconeri di Allegri – ESCLUSIVA

Dalle difficoltà di stagione fino alle giocate di due campioni rappresentativi passando per i desideri di mercato, la lotta scudetto e il sogno Champions League. Lo scrittore Riccardo Gambelli, grande tifoso della Juve, ha parlato di tutto questo e molto altro in esclusiva a Juventusnews24.

Ti aspettavi una stagione così difficoltosa da parte della Juve?

«Di solito i grandi regni, quando sono crollati, hanno fatto grandi tonfi. Noi, purtroppo, quest’anno stiamo cadendo in maniera clamorosa. L’anno scorso abbiamo retto botta portando a casa due coppe e tutto sommato, con l’ingresso in Champions, è stata una stagione abbastanza positiva. Dico abbastanza perché l’obiettivo per la Juve è sempre vincere scudetto e Champions. Quest’anno purtroppo il tonfo è clamoroso e fino a questo momento l’unica cosa positiva è la qualificazione agli ottavi. Il campionato peggio di così non poteva partire. Mi immaginavo delle difficoltà, ma non fino a questo punto».

Che giudizio dai al lavoro svolto da Allegri finora?

«Io speravo che Allegri riuscisse a fare meglio di quello che sta facendo. Io sono un suo grande estimatore. Il problema è uno: la qualità tecnica della squadra, quest’anno, è nettamente più bassa rispetto agli anni d’oro. Mentre nella passata stagione Ronaldo copriva le pecche perché era un uomo che risolveva le partite da solo, quest’anno purtroppo le pecche della qualità tecnica più bassa che in passato stanno venendo fuori».

Secondo te a cosa è dovuto questo calo nella qualità?

«Per me dipende dal centrocampo che non è ai livelli del centrocampo di marziani degli anni passati. Quest’anno abbiamo un centrocampo che non verticalizza e fa difficoltà a inventare gioco, è  muscolare e macchinoso. Vedi Rabiot che per girarsi ha bisogno di un quarto d’ora. Quella è la zona nevralgica di campo dove noi soffriamo tantissimo. In più ci manca una punta perché Ronaldo non è stato sostituito. Lo abbiamo visto domenica contro il Genoa, una delle prime partite in cui, vista la pochezza dell’avversario, abbiamo creato e sprecato tanto».

Manca il Dna vincente della Juve tra i giovani?

«Il Dna sicuramente non è quello degli anni passati. Ci sono giocatori che non hanno ben capito cosa vuol dire indossare la maglia della Juve. Rabiot, McKennie, Arthur sono giocatori che entrano in campo come se giocassero una partita tra scapoli e ammogliati. In realtà la maglia della Juve è una maglia pesante. Lo ha detto Vialli in questi giorni affermando che è pesante quando la indossi e che quando la togli va piegata molto bene e messa nel piano più alto. Questo fa capire il valore della maglia della Juve che – mi dispiace dirlo – certi giocatori non stanno capendo. Forse Locatelli è l’unico che lo ha capito. Ha voluto fortemente la Juve e si impegna tantissimo. Ora sta soffrendo un po’ l’Europeo come tanti altri che hanno giocato l’Europeo e stanno riprendendo fiato. Lui quando entra in campo sembra aver assimilato lo spirito della Juve, così come Chiesa che ha il Dna juventino. Da questi si può costruire un futuro. Non vedo il Dna Juve nei tre che ho citato prima, lo vedo poco in Bentancur, pochissimo in Kulusevski. Purtroppo è così. Spero sempre in un recupero psicologico di Bernardeschi e ho fiducia nei giovani che abbiamo prestato come Fagioli, Ranocchia e Rovella che secondo me sono centrocampisti dal grande avvenire».

Se la Juve fa un filotto di vittorie in campionato, può rientrare nella corsa scudetto?

«La Juventus deve obbligatoriamente fare 6 punti nelle prossime partite per dare credibilità al suo campionato. Non credo che possiamo competere per lo scudetto perché ci sono quattro squadre davanti che non perdono mai un colpo e difficilmente perdono con le piccole. Quindi credo che le quattro grandi lì davanti andranno spedite. Forse il Napoli avrà più difficoltà a gennaio perché gli mancheranno dei giocatori che andranno a disputare la Coppa d’Africa, ma Atalanta, Milan e Inter per me avranno una marcia regolare fino alla fine del campionato. Per cui sarà molto difficile per la Juve riavvicinarsi a loro. Sono abbastanza sicuro che lo rivincerà l’Inter (lo scudetto ndr), mi sembra la squadra più attrezzata. L’obiettivo della Juve deve essere arrivare tra le prime quattro e per riuscirci deve iniziare a fare punti seri, vincendo le prossime tre partite».

Dove può arrivare la Juve in Champions?

«La Champions è una cosa a sé. L’anno scorso l’ha vinta al Chelsea, squadra su cui nessuno avrebbe scommesso nemmeno un euro. L’ha vinta grazie ad una serie di circostanze positive. Magari azzecchiamo gli ottavi e passiamo un altro turno, ma molto dipende dalla condizione dei giocatori e dagli infortuni. Spero che un paio di rinforzi a gennaio possano arrivare. Ora c’è la situazione finanziaria, oltre a quella delle plusvalenze, che va un po’ monitorata perché non so quello che potrebbe succedere, ma non sono tanto convinto che la Juve a gennaio possa spendere. Spererei in un paio di ritocchi, soprattutto a centrocampo e in attacco».

Quali giocatori dovrebbe prendere la Juve?

«Il mio sogno – lo dico da 4 anni – sarebbe rivedere Paul Pogba a Torino che per me è il più grande centrocampista del mondo. A Manchester non ha fatto benissimo perché forse gli sono mancate quelle motivazioni che potrebbe ritrovare a Torino. Se tornasse Pogba sarebbe l’acquisto più importante di tutti. Per quanto riguarda la punta, io sono molto amante Icardi, mi piace moltissimo e lo vedrei bene accanto a Dybala, Morata, Chiesa come puntero davanti. Si parla di questo Vlahovic che è un grandissimo giocatore, ma non credo sarà facile portarlo a Torino per tanti motivi…a Firenze potrebbe esserci una rivoluzione vera e propria. Se non prendiamo due fuoriclasse per il presente, la risalita sarà più lenta rispetto a quello che potrebbe essere».

Da scrittore, come definiresti il modo di giocare di Dybala?

«Sicuramente Dybala ha un modo di toccare il pallone che incanta. Io lo definirei come un giocatore fluttuante. Certo è che anche Paolino – il giocatore con il più alto tasso di classe che abbiamo – ancora non ha fatto vedere quello che potrebbe essere veramente alla Juventus, soprattutto per i tanti infortuni, ma anche per la collocazione. Io lo vedo come una seconda punta accanto ad una prima punta, un po’ alla Del Piero. Anche dietro le punte Dybala potrebbe dire la sua».

Una parola sul gol da calcio d’angolo di Cuadrado?

«Da scrittore lo definirei come un assurdo fiabesco. E’ un gol pazzesco».

Ultima domanda: se la Juve di quest’anno fosse un libro, a quale titolo potrebbe essere associata?

«‘Chi ama torna sempre indietro’. La Juventus si deve sempre amare. Magari qualcuno può perdere l’amore perché la Juve non dà soddisfazioni come gli anni passati. In realtà poi torna indietro e continua ad amarla».

Si ringrazia Riccardo Gambelli per la cortesia e la disponibilità dimostrate in occasione di questa intervista