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Garlando: «Vedere CR7 aiuterà il recupero della normalità, il calcio ha un valore sociale»

Redazione JuventusNews24

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Luigi Garlando ha approfondito il tema relativa al rientro in campo delle varie squadre di Serie A per gli allenamenti

Luigi Garlando, nel suo editoriale per La Gazzetta dello Sport, ha spiegato il suo punto di vista riguardo il ritorno degli allenamenti per le squadre di Serie A.

SERIE A – «E’ ripartito per primo il Sassuolo che è stato l’ultimo a chiudere il 9 marzo scorso: Sassuolo-Brescia 3-0. Ciccio Caputo segnò 2 gol ed espose il cartello: «Andrà tutto bene». Siamo rimasti a casa. Non è andato tutto bene. Il calcio ha ripreso a lavorare 56 giorni dopo, nel giorno di Superga, quasi a riannodare la morte alla vita. Dopo Sassuolo e Lecce, oggi tocca a Bologna e Atalanta, domani Juve e Inter, poi Roma, Napoli, Lazio… Non c’è pallone, non è calcio. Ma vedere spuntare CR7 e Lukaku dal granoturco aiuterà il recupero della normalità, perché il calcio ha un valore sociale. Non è solo sogno e non è «l’ultimo dei problemi», come teorizza il ministro della Salute, Speranza. Semmai è una delle prime aziende d’Italia che versa 1,3 miliardi di imposte all’anno, alimenta le federazioni e, a cascata, con la mutualità, le categorie inferiori e l’attività di base. Il calcio è un reticolo d’aziende che coinvolge tanta parte dell’economia del Paese e, attraverso le varie professioni, mantiene migliaia di famiglie. La vita va onorata con il rispetto della salute, ma anche con il coraggio di viverla. Il ponte di Genova, ultimato nell’emergenza, è un monumento alla voglia di fare, è un simbolo, una spinta alla ripresa. Lo sport è un ponte verso la gente. Il calcio non è l’oppio, ma l’ovvio dei popoli: ciò che è bello, piace e va difeso».

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