Giannichedda: «Il lockdown ha rovinato i piani di Sarri, con la Lazio…» – ESCLUSIVA

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Giuliano Giannichedda, ex centrocampista di Juventus e Lazio, in esclusiva sul JuventusNews24

Giuliano Giannichedda, ex centrocampista di Juventus e Lazio, parla in qualità di doppio ex verso la sfida in programma lunedì sera all’Allianz Stadium. La sua intervista in esclusiva a JuventusNews24.

Giannichedda, sono vagamente paragonabili i momenti che stanno attraversando Juventus e Lazio?
«La Lazio è in difficoltà dall’inizio della ripresa del campionato. La Juve ha alternato buone prestazioni a momenti di difficoltà, tuttavia occorsi con le squadre più in forma del campionato. Milan, Atalanta e Sassuolo sono quelle che a livello fisico e mentale stanno meglio. L’unica cosa è che ho visto una Juve un po’ in apnea dal punto di vista atletico. Ma ciò nonostante sono riusciti a guadagnarsi un buon margine per lo scudetto».

Chi arriva a questa partita con più motivazioni?
«In certe partite le motivazioni si trovano da sole. La Lazio deve riscattarsi e può battere la più forte. Per la Juve vincere significherebbe ipotecare lo scudetto. E credo che quest’ultima prospettiva alla fine possa fare la differenza».

Cosa non ha funzionato nella Juventus in questa stagione?
«C’è stato questo Covid che ha sparigliato le carte in tavola. Prima del lockdown i bianconeri mi sembravano in crescita, avevano trovato una dimensione precisa. Per assimilare il gioco di Sarri e la sua mentalità ci vuole tempo. I tre mesi di stop sono arrivati nel momento in cui avevano trovato la quadra».

Cosa non sta funzionando nella Lazio ora?
«La partita che ha determinato il calo è stata senz’altro quella con l’Atalanta. Vincevi 2-0 ed hai finito per perderla: quella sconfitta ha tolto spensieratezza agli uomini di Inzaghi. Da quel momento in poi è come sei i giocatori avessero mollato, anche sotto l’aspetto della concentrazione. Poi la Lazio non ha la rosa di Juve e Inter e questo non va sottovalutato».

La Juventus può lasciarsi scappare questo scudetto?
«Non è finita perché sei punti sono tanti, ma con cinque partite ancora da giocare non tantissimi. L’inter ha un calendario più difficile, ma sappiamo su quale allenatore possono contate. Questo Juve-Lazio, ripeto, potrebbe essere lo snodo cruciale del campionato».

Senza lockdown cosa sarebbe successo?
«Sarebbe stato 50 e 50. La Juve è più forte, ma la spensieratezza della Lazio e l’alchimia trovata con i tifosi avrebbero potuto fare la differenza».

Da ex centrocampista lo scambio Pjanic-Arthur lo trova vantaggioso per chi?
«Sono due giocatori che sembrano uguali fisicamente, ma sono in realtà molto diversi. Pjanic gioca da anni come regista, Arthur al Barcellona ha sempre fatto la mezzala alla Xavi. Sicuramente da punto di vista economico ci hanno guadagnato entrambe. E il brasiliano è molto più giovane… ».

Matuidi, Khedira, Ramsey e Rabiot: per motivi differenti nessuno di loro ha convinto pienamente in questa stagione. Chi lascerebbe partire?
«All’inizio tutti dicevano di Rabiot. Ma mi sembra che sia quello che si sia ripreso meglio dopo la sosta. Difficile giudicare Ramsey in questa stagione così travagliata. Ma, credetemi, non è facile rinunciare nemmeno a Matuidi e Khedira. Bisognerebbe capire chi arriva al loro posto e se la Juve ha effettivamente deciso di ringiovanire il reparto».

Più Ronaldo o più Immobile per il titolo di capocannoniere?
«Più Ronaldo, per come sta lui e per come sta la Juve. Ma Immobile è un goleador, gli basterebbe una rete per riaccendersi».

La Juventus può vincere la Champions di Lisbona?
«Le variabili sono tante, troppe. Tutte le squadre hanno possibilità di vincerla. Con la gara secca conta meno l’esperienza, tutto è imprevedibile. La Juve ha avuto la sfortuna di finire nella parte di tabellone “sbagliata” ma è una squadra costruita per arrivare in fondo. Come del resto tutte le altre…».

Si ringrazia Giuliano Giannichedda per cortesia e disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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