
Morto Gianpietro Marchetti: 5 annata straordinarie e due tricolori con la Vecchia Signora, addio all’ex direttore sportivo del Piacenza
Il mondo del calcio italiano piange la dolorosa scomparsa di Gianpietro Marchetti, spentosi all’età di 78 anni nella sua residenza di Rudiano, in provincia di Brescia. L’ex giocatore ha scritto pagine indimenticabili del nostro sport, raggiungendo traguardi di altissimo livello. Nel corso della sua avventura calcistica, ha saputo distinguersi per l’incredibile dedizione e duttilità tattica, doti che gli hanno permesso di brillare nei club e in Nazionale. Oltre all’agonismo, l’uomo ha lasciato un segno indelebile anche dietro la scrivania, dimostrando grandi capacità di programmazione. La sua figura professionale resta indissolubilmente legata agli enormi successi ottenuti nel ruolo di direttore sportivo.
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Il calciatore ha mosso i passi decisivi nell’Atalanta, esordendo nella stagione 1966-67. Dopo una parentesi al Lecco, nel 1969 è approdato alla Juventus. Con questa maglia ha vissuto 5 annate straordinarie, conquistando 2 Scudetti e collezionando 102 presenze con 6 reti. Con il club bianconero ha disputato la finale di Coppa dei Campioni del 1973. Nel 1974 è tornato a Bergamo, inserito nell’operazione legata a Gaetano Scirea. Da capitano, ha guidato la squadra alla promozione in Serie A del 1977, vincendo 2-1 lo spareggio. Ha chiuso la carriera al Catanzaro nel 1979-80, dopo aver raccolto 5 gettoni con l’Italia.
Appesi gli scarpini, l’ex giocatore ha iniziato il percorso dirigenziale alla Triestina, lavorando dal 1982 al 1988. In quell’estate, Leonardo Garilli lo ha chiamato per affidargli la costruzione del Piacenza. Il dirigente ha scritto la favola emiliana, trascinandola fino alla prima promozione nel massimo campionato nel 1993 con Gigi Cagni. L’intuizione più celebre fu quella di formare una rosa di soli italiani. Il lavoro si è concluso nel 2001 dopo aver collaborato con Walter Novellino, mettendo a referto 4 promozioni e garantendo 6 presenze stabili nell’élite.