Guarino: «Fiera delle nostre giovani, sentiremo parlare di Bellucci» – VIDEO

Rita Guarino, allenatrice della Juventus Women, commenta così la larga vittoria ottenuta contro il Chievo Verona

Può ritenersi soddisfatta Rita Guarino, coach della Juventus Women, al termine della partita vinta 6-0 contro il Chievo Verona. Un match dominato da cima a fondo, un risultato finale che non lascia spazio a dubbi. Ecco le sue parole a fine partita.

PARTENZA BRUCIANTE – «La voglia di fare subito risultato era importante che arrivasse già dai primi minuti, perché siamo una squadra che preme subito sull’accelleratore. Mi è piaciuto l’approccio. Noi guardiamo in casa nostra come l’anno scorso, non le altre squadre, e partita dopo partita faremo il massimo per vincere».

CHAMPIONS LEAGUE – «Col Brondby dovremo vincere, ci potrebbero essere molte soluzioni, una di queste è alzare il baricentro e mettere in difficoltà la loro difesa, che mi sembra il punto più debole».

SANDERSON E LE GIOVANI –«Sanderson ha bisogno di tempo per tornare ai suoi livelli, siamo contenti dei suoi miglioramenti. Sono molto contenta delle giovani, hanno risposto bene alla chiamata. Sono molto contenta dell’esordio di Bellucci, penso che sentiremo parlare di lei. Caruso e Panzeri si stanno avvicinando molto ai livelli delle sue compagne, in chiave futura possiamo ben sperare».

AUTOMATISMI DA TROVARE – «Il tempo che abbiamo trascorso a preparare questa stagione è stato lungo, abbiamo provato tante cose durante le amichevoli, si possono trovare tante soluzioni tattiche e questo richiede più tempo per sistemare gli automatismi. Abbiamo lavorato bene in settimana e le ragazze hanno reagito bene dopo la partita di Champions».

LE POSSIBILI RIVALI –«Quando giochi contro le detentrici di un titolo avrai sempre una difficoltà maggiore rispetto allo scorso anno, diverse squadre poi hanno fatto una buona campagna acquisti, come Milan e Roma. Il Sassuolo ha dimostrato di poter stare in alto, la Fiorentina può rimanere ad alti livelli. Bisogna stare sempre guardinghe perché le difficoltà aumentano, c’è qualità e le squadre sono attrezzatissime, con giocatrici in grado di competere con le nostre».

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